La data del referendum costituzionale indetto per il 29 marzo 2020 si avvicina e c’è bisogno di scrutatori. Questa figura è fondamentale per la gestione della votazione e serve a validare i voti e a controllare carte d’identità e tessere elettorali.
A Favara il sorteggio degli scrutatori è per le ore 10 di mercoledì 4 marzo 2020.
In ognuna delle 35 sezioni elettorali predisposte nel comune di Favara andranno tre scrutatori. In totale quindi ne saranno nominati 105.
Il sorteggio avverrà presso l’Aula Consiliare della sede municipale di Piazza Cavour dove è stata convocata la Commissione Elettorale Comunale.
Il Referendum vuole chiedere agli italiani se sono d’accordo o meno al taglio del numero dei parlamentari previsto dalla Costituzione.
Si tratterà di un referendum confermativo: se i “sì” superano i “no”, sarà confermata la nuova composizione del Parlamento, che vede 345 poltrone in meno.
Fare lo scrutatore in occasione del referendum sul taglio dei parlamentari significa partecipare attivamente alla votazione, nell’allestimento, nello smantellamento del seggio e durante lo spoglio elettorale, in qualità di pubblico ufficiale. Per fare lo scrutatore era necessario iscriversi alle apposite liste del comune di residenza e sperare di essere selezionati.
La normativa per la designazione degli scrutatori prevede che “tra il venticinquesimo ed il ventesimo giorno antecedenti la data stabilita per la votazione, la Commissione elettorale comunale, in pubblica adunanza, preannunziata due giorni prima con manifesto affisso nell’albo pretorio del Comune, alla presenza dei rappresentanti di lista della prima sezione del Comune, se designati, procede: a) alla nomina degli scrutatori, per ogni sezione elettorale del Comune, scegliendoli tra i nominativi compresi nell’albo degli scrutatori in numero pari a quello occorrente”.
Per le ore di lavoro prestate, lo Stato offre una retribuzione forfettaria.
Non tutti gli scrutatori vengono pagati allo stesso modo. Il compenso infatti dipende dalla tipologia di elezione, dall’importanza del seggio e dal numero di schede da controllare.
Per un referendum il compenso è di 104 euro, a cui si aggiungono altri 22 euro per ogni altra consultazione che avviene lo stesso giorno.
Nel caso del referendum di giorno 29 marzo, la cifra si ferma quindi a 104 euro.
Al Presidente di Seggio andrà invece la somma di 130 euro.
Questi importi non costituiscono redditi e quindi non devono essere inseriti in dichiarazione dei redditi.
Lo scrutatore prescelto che è lavoratore dipendente ha diritto ad un giorno di riposo retribuito per la domenica in cui si tiene il referendum e anche a uno o due giorni di assenza retribuita se questa è necessaria ad allestire/smontare il seggio.
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