Si concluderà il prossimo 24 ottobre la III campagna di scavi archeologici ad Agrigento nell’area della Kolymbethra e sul pianoro di Case Montana. La missione, diretta dalla prof.ssa Claudia Lambrugo dell’Università degli Studi di Milano e dall’archeologa del Parco Archeologico e Paesaggistico Maria Concetta Parello, si sta svolgendo con il sostegno del Fai e si iscrive nell’ambito di un progetto di ricerca scientifica e di scavo archeologico di durata quinquennale, i cui obiettivi sono delineati in un Accordo Quadro siglato dai tre enti nel 2024 voluto fortemente dal Parco e dal suo direttore, Roberto Sciarratta.
La missione in corso ha quale obiettivo il proseguimento dell’indagine archeologica in tre punti cruciali dell’area oggetto di ricerca. Sul pianoro di Case Montana sono stati aperti due saggi di circa 10 x 10 m; in entrambi le operazioni di scavo stanno riportando alla luce monumentali evidenze relative a un quartiere dell’Akragas di V sec. a.C. fino a poco tempo fa completamente sconosciuto, con possenti muri e tracce di edifici distrutti in occasione dell’assedio cartaginese del 406 a.C. e perfettamente conservati sotto poderosi strati di crollo.
Nell’area dell’alveo del torrente, la ripulitura dalle canne e dalla vegetazione ha consentito di documentare nuovi apprestamenti idraulici (condotti di scarico dell’acqua e canali), sia costruiti, sia cavati direttamente nel banco calcarenitico, verosimilmente parte dell’ingegnosa opera di sbarramento del lago artificiale dell’antica Kolymbethra.
Infine, sotto il pianoro di Case Montana sono proseguite le operazioni di svuotamento dell’Ipogeo Nuovo, rinvenuto nel dicembre 2023, la cui storia millenaria pare oggi meglio chiarita nelle sue scansioni temporali, da antico condotto di captazione dell’acqua di falda a successivo ricovero (per animali?) fino ai più recenti impieghi ottocenteschi quale struttura accessoria a scopo rurale.
La missione ha visto nei primi giorni anche la presenza sul campo del prof. Andrea Zerboni del Dipartimento di Scienze della Terra “Ardito Desio” dell’Università degli Studi di Milano che, in collaborazione con la dott.ssa Eleonora Regattieri dell’Istituto di Geoscienze del CNR di Pisa, ha condotto una ricognizione dell’area di studio al fine di chiarire il contesto ambientale e geomorfologico e identificare le migliori posizioni per l’esecuzione di carotaggi nel corso del 2027.
I due colleghi hanno inoltre prelevato tramite trapano-carotiere campioni di colate di speleotemi dall’interno dell’Ipogeo di Porta V e dell’Ipogeo Nuovo, per condurre nei prossimi mesi analisi di laboratorio che ricostruiscano le cronologie di formazione delle concrezioni calcaree prelevate. Alla missione di scavo archeologico partecipano, coordinati dalla prof.ssa Claudia Lambrugo con il prof. Alessandro Pace, 33 studenti triennali, magistrali, specializzandi e dottorandi del Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano.
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