Dodici mesi di silenzio, di dolore composto e di una ferita che per l’intera comunità di Favara resta ancora aperta. A un anno esatto dalla tragica scomparsa di Marianna Bello, la trentottenne madre di tre figli che ha perso la vita in un giorno drammatico, la città di Favara non dimentica per stringersi attorno ai suoi cari. A farsi portavoce del sentimento collettivo è il sindaco di Favara, Antonio Palumbo, che ha voluto affidare a una nota ufficiale il ricordo di quei giorni drammatici che hanno segnato indelebilmente la memoria collettiva locale.
«Dodici mesi sono passati da quel giorno tremendo. Un anno fa Marianna Bello, madre, moglie, figlia perdeva la vita – scrive il primo cittadino –. Un lutto che ha colpito nel profondo la nostra comunità, che seppe essere unita e generosa nei giorni della ricerca, spendendosi senza sosta insieme ai soccorritori». Il pensiero del sindaco torna inevitabilmente a quelle ore frenetiche e disperate, quando centinaia di persone, tra forze dell’ordine, volontari e semplici cittadini, si riversarono sul territorio nel tentativo di strappare Marianna a un destino crudele.
«Ricordo quei giorni a camminare in mezzo al fango senza sosta – aggiunge Palumbo, rievocando le difficili condizioni delle operazioni –. Con la speranza nel cuore di tutti noi che si affievoliva ogni ora sempre di più. L’unico scopo era però quello di restituire Marianna ai suoi cari. E così, drammaticamente, è stato». Il tragico epilogo spezzò le speranze di una comunità che per giorni era rimasta con il fiato sospeso. Oggi, a distanza di un anno, Favara non dimentica e trasforma quel dolore in un abbraccio di solidarietà verso la famiglia della giovane mamma.
«Oggi ricordiamo questo primo anniversario stringendoci alla famiglia a nome di una intera città e di un Paese che per giorni hanno sperato, pregato e pianto. Fino al tragico epilogo», conclude il sindaco.
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