Dalla giornata di ieri, martedì 29 settembre i lavoratori addetti alla pesca imbarcati sui natanti che attraccati al Porto di Porto Empedocle sono in stato di agitazione. La mobilitazione, promossa dalla Uila e dalla Cst Uil di Agrigento con le firme dei segretari Mariangela Acquisto e Calogero Acquisto, è stata formalizzata attraverso una nota trasmessa alla Prefettura, alla Capitaneria e all’assessorato regionale alla Pesca.
Per la giornata di oggi, dalle 10 alle 15, è stata convocata un’assemblea permanente con sit-in nello spiazzo antistante il molo Crispi.
“Le ragioni di questa protesta sono da individuare nel caro carburante, che ha portato alla impossibilita economica di proseguire con l’attività di pesca e al mancato pagamento delle indennità per il fermo biologico dello scorso anno”, si legge nel documento.
Di fronte a costi da capogiro del carburante, gli armatori rappresentati da Rosario Castronovo hanno preannunciato che non ritireranno i documenti delle imbarcazioni dalla Capitaneria e valutano il definitivo disarmo dei natanti. “Una grave problematica che rappresenta un macigno insormontabile per un settore oberato di norme e regole che vengono ampliate sistematicamente e rendono complicata l’attività, giacché gli attuali vincoli ostacolano lo svolgimento delle attività in economia e serenità”, conclude la nota.
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