Il sostituto procuratore generale di Palermo, Salvatore Leopardi, ha chiesto la conferma della condanna a 20 anni di carcere inflitta in primo grado dalla Corte di assise di Agrigento nei confronti di Calogero Pietro Falco Abramo, 71 anni, di Racalmuto, per l’omicidio del diciassettenne Antonio Morgana, ucciso a Palma di Montechiaro più di dodici anni fa.
L’imputato, difeso dagli avvocati Salvatore Maurizio Buggea e Salvatore Virciglio, ha sempre negato ogni responsabilità, sostenendo di essere stato travolto da accuse infondate. Il 30 novembre è prevista la sentenza di appello.
Il racalmutese, in primo grado, è stato riconosciuto colpevole di omicidio volontario. La vicenda risale alla sera del 23 ottobre del 2013. Il ragazzino sarebbe stato ucciso a colpi di pistola perché sospettato, insieme ad alcuni amici, di avere rubato all’interno dell’abitazione, di contrada “Ciotta” a Palma di Montechiaro, di proprietà dell’imputato dalla quale, la mattina di quel 23 ottobre, furono rubati televisori e altri oggetti. Al racalmutese contestate anche le accuse di omicidio aggravato e tentato omicidio ai danni dei quattro amici della vittima.
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