Computer, tablet, telefoni cellulari, smartphone, notebook, sim, dvd, hard disk, chiavette Usb e altri dispositivi informatici prelevati nel corso del blitz dai poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento restano sequestrati. Lo ha disposto il tribunale del Riesame di Palermo nell’ambito dell’inchiesta sull’appalto della Mosella.
Ai giudici si erano rivolti i difensori di alcuni degli indagati.
La decisione consente di proseguire con le operazioni e il materiale servirà a ricostruire i presunti rapporti e gli atti scambiati tra gli indagati e altri soggetti coinvolti nell’indagine. L’incarico ai periti informatici forensi Rocco Alex Asciutto e Manolo Belmonte, entrambi di Palermo, è già stato conferito e l’acquisizione è stata fissata per il 10 luglio ma potrebbe subire un rinvio.
L’appalto della strada della “Mosella” che collega le statali 640 e 115, in territorio di Agrigento, sarebbe stato confezionato a “tavolino”.
A mettere gli occhi sui sei chilometri e mezzo di tracciato dissestato, pieno di buche e teatro di numerosi incidenti stradali anche gravi, tre imprese di Favara, una delle quali sarebbe stata costituita ad hoc e intestata a due “teste di legno”, che effettivamente si è aggiudicata i lavori per 3,2 milioni di euro per il rifacimento e il ripristino della sicurezza, lo scorso 16 febbraio.
In questa prima fase sono nove gli indagati colpiti dal decreto di perquisizione. Si tratta di tre imprenditori, due funzionari comunali, due professionisti e due dipendenti di imprese utilizzati come “prestanome”. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono: trasferimento fraudolento di beni, corruzione turbata libertà degli incanti, induzione indebita a dare o promettere denaro e truffa aggravata per le erogazioni pubbliche.
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