“È stato evidenziato che un’eventuale mancata assegnazione della risorsa idrica aggiuntiva richiesta a Siciliacque Spa, concessionaria del servizio in regime di monopolio, per ragioni esclusivamente finanziarie, costituirebbe un fatto di eccezionale gravità e verrebbe considerata un crimine contro l’umanità”, si legge in una nota dei sindaci dei Comuni della Provincia di Agrigento a seguito dell’incontro con l’assessore regionale all’Energia, all’Acqua e ai Rifiuti.
Qualora le rassicurazioni ricevute dall’assessore Colianni venissero disattese, sono pronti a intraprendere ogni iniziativa utile in tutte le sedi istituzionali competenti per garantire il diritto all’acqua dei propri concittadini, fino alla consegna delle fasce tricolori al presidente della Regione Siciliana. “Forse qualcuno ha confuso la nostra terra con una miniera d’oro da saccheggiare”. Lo dice il sindaco di Ravanusa, Salvatore Pitrola. Tra le richieste l’aumento della dotazione idrica per i propri territori durante tutto il periodo estivo.
“Basta con la farsa dell’emergenza idrica – aggiunge Pitrola -. L’emergenza pare fosse l’anno scorso. Quella a cui assistiamo oggi è una scelta deliberata, cinica e calcolata da parte di Siciliacque, la società a partecipazione pubblico-privata che gestisce il servizio idrico all’ingrosso in Sicilia, il cui maggiore azionista è Italgas SpA e per il restante 25% la Regione Siciliana”.
“Non stanno vendendo smartphone di ultima generazione o automobili di lusso, beni di cui possiamo fare a meno se il prezzo è troppo alto – conclude Pitrola -. Qui si sta speculando sulla nostra acqua. Giù le mani dal nostro diritto di esistere! Se ci tolgono l’acqua, ci troveranno nelle piazze”.
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