Giuseppe Capodieci si è dimesso dall’incarico di direttore generale di Asp di Agrigento, poiché indagato nell’ambito dell’inchiesta “Corte dei miracoli”, coordinata dalla Procura di Caltanissetta, con l’ipotesi di reato di corruzione.
La decisione sarebbe maturata nel corso di una riunione. Secondo quanto contestato dai magistrati nisseni, Capodieci avrebbe messo le proprie funzioni pubbliche al servizio degli interessi del deputato regionale Riccardo Gallo. Al centro dell’indagine c’è una convenzione stipulata tra l’Asp di Agrigento e il Cefpas.
“Capodieci fa soccu dicemu nuantri”. Riccardo Gallo lo dice in una conversazione intercettata dalla squadra Mobile, e Roberto Sanfilippo, direttore generale del Cefpas, conferma: “È lealissimo”. Gallo lo avrebbe collocato al vertice dell’ente, e in cambio, stando all’accusa, Capodieci avrebbe asservito le proprie funzioni agli interessi personali del parlamentare agrigentino.
Per l’accusa quell’accordo sarebbe stato deciso con l’obiettivo di favorire il trasferimento da Caltanissetta ad Agrigento della moglie del deputato regionale. Domani, mercoledì 10 giugno, al via gli interrogatori preventivi degli indagati nei cui confronti la Procura di Caltanissetta ha avanzato richieste di misura cautelare.
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