
La ventiquattresima edizione della Sagra del Formaggio ha richiamato migliaia di visitatori a Santo Stefano Quisquina nel corso del fine settimana. L’evento, che ha valorizzato le eccellenze agroalimentari del territorio agrigentino, ha trasformato il borgo in una vetrina delle produzioni tipiche e delle potenzialità turistiche dei Monti Sicani. Infatti, per due giorni consecutivi, la manifestazione ha offerto degustazioni, cooking show, laboratori e momenti di approfondimento culturale dedicati alle tradizioni locali.
Tra i protagonisti assoluti dell’iniziativa figurano i formaggi del territorio, dal pecorino alla ricotta, dalla tuma al caciocavallo. A questi si sono affiancati l’olio, il miele e altre specialità che rappresentano il patrimonio produttivo dell’area. Inoltre, l’evento ha confermato Santo Stefano Quisquina come riferimento della cultura casearia siciliana, capace di coniugare tradizione e sviluppo economico.
Le parole del sindaco sulla Sagra del Formaggio
Il sindaco Francesco Cacciatore ha dichiarato che l’iniziativa cresce anno dopo anno. Secondo il primo cittadino, la Sagra del Formaggio rappresenta un momento importante per promuovere il territorio e le sue bellezze. Inoltre, l’evento si inserisce in un percorso di rigenerazione urbana finanziato con i fondi del Pnrr. Il sindaco ha sottolineato che si tratta di una visione più ampia volta a fare di Santo Stefano Quisquina un punto di riferimento per l’intera area.
Cacciatore ha aggiunto che un fine settimana nel borgo consente di vivere esperienze uniche sotto molteplici aspetti. I visitatori possono conoscere luoghi straordinari come il Teatro Andromeda e l’Eremo di Santa Rosalia. Allo stesso modo, possono percorrere l’itinerario naturalistico e religioso che collega la Quisquina a Monte Pellegrino. Inoltre, hanno l’opportunità di degustare prodotti che rappresentano l’eccellenza della tradizione agroalimentare locale.
Visite guidate e itinerari naturalistici
Durante la manifestazione, i partecipanti hanno apprezzato particolarmente le visite guidate dedicate al patrimonio storico e naturalistico. Gli itinerari hanno attraversato i paesaggi incontaminati della zona, offrendo una scoperta completa del territorio. Inoltre, le iniziative hanno permesso di valorizzare il patrimonio religioso e culturale dell’area dei Monti Sicani. Il sindaco ha evidenziato che alcune produzioni locali sono state riconosciute tra le migliori della Sicilia.
La presentazione della Rete dei 5 Sensi
Tra le novità più significative dell’edizione figura la presentazione ufficiale della Rete dei 5 Sensi. Si tratta di un progetto di cooperazione interterritoriale nato per mettere in connessione comunità, produttori e istituzioni. Desirèe Li Bassi, coordinatrice dell’iniziativa, ha affermato che la Sagra del Formaggio ha rappresentato l’occasione per avviare ufficialmente questo percorso di cooperazione tra territori. Inoltre, ha sottolineato che l’obiettivo è valorizzare il patrimonio culturale e gastronomico condiviso.
Durante l’evento, è stata presentata anche la Box dei 5 Sensi insieme a esperienze enogastronomiche pensate per raccontare i territori. Li Bassi ha aggiunto che la rete nasce per raccontare le eccellenze attraverso le persone che custodiscono saperi e tradizioni. Secondo la coordinatrice, la straordinaria partecipazione dimostra quanto sia forte l’esigenza di costruire connessioni tra realtà diverse. Infatti, l’obiettivo è generare nuove opportunità per le comunità coinvolte e contribuire alla costruzione di un racconto condiviso.
Un evento che guarda al futuro del territorio
L’elevata partecipazione di pubblico ha confermato la capacità dell’iniziativa di rappresentare un appuntamento enogastronomico di riferimento. Inoltre, l’evento si è rivelato uno strumento concreto di promozione territoriale per le aree interne della Sicilia. Il coinvolgimento delle aziende locali, delle associazioni e delle istituzioni ha contribuito al successo della manifestazione. Pertanto, la Sagra del Formaggio si conferma come momento di sviluppo economico e culturale per l’intero comprensorio dei Monti Sicani.
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