
Il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi ha avviato una nuova campagna di scavi nell’area residenziale a nord della collina della Valle dei Templi, proseguendo così un importante progetto di ricerca iniziato nel 2019. L’intervento interessa un settore urbano di straordinario valore storico e archeologico dove sono state individuate abitazioni riferibili a diverse epoche, dall’età classica fino al periodo tardo antico. Sotto la direzione scientifica dell’archeologa Maria Concetta Parello e quella tecnica dell’architetto Rosario Callea, il nuovo cantiere — affidato alla ditta “Venezia Srl” — avrà una durata di tre mesi e un investimento complessivo di circa 350 mila euro, interamente finanziati dal Parco.
Gli scavi, condotti nell’ambito del progetto dedicato al Quartiere residenziale a nord della collina dei Templi, mirano a completare la definizione planimetrica della casa VII B e lo scavo stratigrafico delle case VII A e VII B, oltre a indagare il limite settentrionale dell’isolato e il rapporto tra l’area abitativa e i vicini temene. È inoltre prevista l’apertura di un nuovo lotto di ricerca nell’Isolato VII e l’esecuzione di saggi mirati in prossimità del letto del torrente. Nel corso delle precedenti campagne, l’équipe ha riportato alla luce importanti testimonianze della vita quotidiana di Akragas nel V secolo a.C., tra cui un eccezionale deposito votivo rinvenuto nel2023 nel settore ovest della casa VII B, composto da statuette di offerenti, protomi femminili, lucerne e materiali votivi in bronzo e terracotta.
Il contesto, legato ai riti di chiusura della casa inseguito alla distruzione cartaginese del 406 a.C., rappresenta una preziosa testimonianza della spiritualità e delle pratiche domestiche della civiltà greca in Sicilia. I dati raccolti consentono oggi di ricostruire non solo le tecniche costruttive e gli spazi abitativi, ma anche le trasformazioni dell’impianto urbano nel tempo, offrendo uno sguardo unico sull’evoluzione architettonica e sociale della città antica. Nel solco delle attività di valorizzazione e divulgazione promosse dal Parco, anche per questa campagna sarà attivo il “Cantiere aperto”, che permetterà ai visitatori di assistere direttamente alle operazioni di scavo e di dialogare con gli archeologi sul campo accedendo direttamente dalla via Sacra.
Partecipano ai lavori anche gli studenti della classe I A del Liceo Classico e Musicale “Empedocle” di Agrigento, a curvatura archeologica, impegnati nel progetto PCTO – Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento, in un’esperienza formativa che unisce studio, ricerca e cittadinanza attiva.
“Quest’area ci ha stupito fin da subito – spiega il direttore del Parco Roberto Sciarratta – perché testimonia come Akragas fosse una grande città. Grazie a quanto stiamo ritrovando possiamo percorrere il tempo a ritroso e riscoprire la vita quotidiana degli abitanti fino alla fuga a causa dell’assedio cartaginese. Questo sempre con un’attenzione particolare all’archeologia pubblica e alla possibilità per i visitatori di seguire le attività di scavo e arricchire così la propria visita, rendendo ancora più affascinante il viaggio in questa terra che ha 2.600 anni, ma che stupisce sempre”.
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