Gli avvocati Arnaldo Faro e Giuseppe Di Peri, difensori di Salvatore Iacolino, hanno presentato un nuovo ricorso al tribunale del Riesame di Palermo, per ottenere la restituzione dei circa 90 mila euro trovati nell’abitazione dell’ex eurodeputato, dimessosi prima di prendere servizio alla direzione generale del Policlinico di Messina.
La decisione è scaturita dopo che il sequestro disposto dalla Procura è stato trasformato dal gip in sequestro preventivo. La modifica del provvedimento ha reso inutile la prima udienza fissata per il 30 marzo, che è stata rinviata a giovedì prossimo.
I legali, nel nuovo atto, ribadiscono la piena liceità e tracciabilità delle somme, sostenendo che il denaro non abbia alcun legame con le ipotesi di concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata, e che la sua provenienza è del tutto lecita. I difensori hanno inoltre ribadito che Iacolino non ha mai ricevuto alcun sostegno elettorale da parte dell’imprenditore di Favara, Carmelo Vetro, già condannato per mafia.
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