Anche a Favara il referendum sulla giustizia si chiude con una netta prevalenza del No. Nella città dell’Agnello Pasquale erano chiamati ad esprimere la loro preferenza in 25.730 elettori, suddivisi in 35 sezioni. Alle urne si sono recati in 10.209. Ecco come hanno votato: 3.747 i “SI” pari al 37,08%, contro 6.357 “NO” pari al 62,92%; 84 le schede nulle, 21 le bianche. Pomeriggio di spoglio sereno e senza irregolarità nel comune agrigentino, dove circa due elettori su tre hanno scelto di respingere la riforma costituzionale nota come “Riforma Nordio”, che modificava il Titolo II e il Titolo IV della Parte II della Costituzione in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare. Il risultato locale rispecchia quindi la tendenza nazionale, dove il No si è attestato oltre il 54% dei voti validi.
Il referendum sulla giustizia a Favara: lo spoglio senza intoppi
Lo scrutinio delle schede ha proceduto in modo regolare in tutte le sezioni elettorali del territorio. Non si sono registrati rallentamenti né anomalie di sorta. Dunque, le operazioni di voto e di conteggio si sono svolte in piena conformità con le procedure previste dalla normativa elettorale. Inoltre, l’organizzazione logistica ha retto senza cedimenti, garantendo ai presidenti di seggio e agli scrutatori condizioni di lavoro adeguate durante le due giornate di consultazione, domenica 22 e lunedì 23 marzo.
Il ruolo del personale comunale
Un riconoscimento particolare spetta agli impiegati del Comune di Favara e agli addetti all’ufficio elettorale, che hanno operato con impegno e professionalità lungo tutta la durata della consultazione referendaria. Il loro contributo ha reso possibile la corretta gestione delle operazioni in tutte le fasi, dall’allestimento dei seggi fino alla conclusione dello spoglio. Perciò, la buona riuscita della giornata elettorale a Favara è anche il risultato del lavoro silenzioso e puntuale di queste figure istituzionali.
Il quadro nazionale del referendum sulla giustizia
A livello nazionale, il referendum sulla giustizia ha registrato un’affluenza di circa il 59% degli aventi diritto, un dato record per una consultazione referendaria svoltasi nell’arco di due giorni. Il No ha ottenuto oltre il 54% dei voti validi, mentre il Sì si è fermato al di sotto del 46%. In Sicilia, tuttavia, l’affluenza è risultata tra le più basse d’Italia, con una partecipazione che si è attestata intorno al 34,94% secondo i dati del portale Eligendo del Ministero dell’Interno. Il quesito riguardava la conferma o il rigetto della legge costituzionale approvata dal Parlamento il 30 ottobre 2025. Trattandosi di un referendum confermativo ex articolo 138 della Costituzione, non era previsto alcun quorum minimo di partecipazione. Di conseguenza, l’esito è da considerarsi valido a prescindere dall’affluenza registrata.
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