Ha preso il via, questa mattina, davanti al gup del tribunale di Agrigento, Alberto Lippini, la prima udienza preliminare scaturita dall’inchiesta “Otium” su numerosi episodi di assenteismo. Il Comune di Favara, con l’avvocato Giovanni Crosta, ha preannunciato la volontà dell’Ente di costituirsi parte civile e chiedere così un eventuale risarcimento del danno.
Il procedimento è stato aggiornato al 18 maggio per un difetto di notifica.
La Procura di Agrigento, ha avanzato richiesta di rinvio a giudizio a carico di 31 dipendenti comunali accusati di truffa aggravata e continuata. La maxi attività investigativa, avviata nel 2020, è stata condotta dai carabinieri della Tenenza cittadina, con pedinamenti e intercettazioni. I militari dell’Arma hanno documentato numerosi episodi tra l’estate del 2022 e il marzo dell’anno successivo.

Gli indagati sono in forza a vari uffici amministrativi, custodi, assistenti, giardinieri, un geometra e un appartenente alla polizia municipale. Tra i vari episodi contestati i dipendenti indagati si sarebbero scambiati il badge, altri avrebbero timbrato per coprire i colleghi assenti che, pur risultando in servizio, si sarebbero dedicati a faccende private. C’è chi sarebbe tornato a casa, altri sarebbero andati al mercato, in enoteca, in chiesa o a svolgere lavori edili.
Secondo la Tenenza dei carabinieri di Favara, i casi accertati sarebbero centinaia. La vicenda è esplosa quando i militari hanno acquisito documenti direttamente negli uffici del Comune favarese.
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