Questa sera, venerdì 13 marzo, Favara ha ospitato un incontro pubblico dedicato al referendum costituzionale in programma domenica 22 e lunedì 23 marzo. Al centro del dibattito, le ragioni del Sì alla riforma sulla separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e pubblici ministeri. L’evento ha registrato la presenza di ospiti di rilievo. Tra questi, in particolare, ha colpito la partecipazione di Claudia Eccher, avvocata trentina e membro laico del Consiglio Superiore della Magistratura, eletta dal Parlamento nel gennaio 2023 in quota centrodestra.
Claudia Eccher al CSM e la separazione delle carriere
Claudia Eccher è tra i fondatori del “Comitato Sì Riforma”, che promuove il voto favorevole al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo. La sua presenza a Favara assume un significato particolare: si tratta di una componente in carica dell’organo di autogoverno della magistratura che sostiene pubblicamente la riforma. Quest’ultima, se confermata dagli elettori, ridisegnerebbe proprio l’assetto del CSM, sdoppiandolo in due organi distinti. Eccher ha dichiarato che l’Italia aspetta questa riforma da oltre quarant’anni e che essa allineerà il Paese alla maggior parte delle democrazie europee, assicurando equidistanza tra pubblico ministero, avvocato e giudice. Inoltre, a Favara, l’avvocata ha ribadito l’invito ai cittadini a informarsi e a recarsi alle urne, sottolineando come la partecipazione rappresenti la vera posta in gioco della consultazione.
Accanto a Claudia Eccher era presente anche il dott. Federico Moleti, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palmi. La sua partecipazione ha arricchito il confronto con una prospettiva tecnica e operativa sul funzionamento attuale della magistratura requirente. A organizzare l’evento è stato Giuseppe Marinello del Comitato Si Riforma.
Il referendum e la riforma costituzionale in discussione
La riforma costituzionale, annunciata nel 2022 e contenuta nel programma elettorale dell’attuale coalizione di governo, ha avuto un lungo percorso di gestazione. Con il referendum del 22 e 23 marzo, si avvia alle battute finali, che ne decreteranno o meno l’entrata in vigore. Il punto centrale della riforma è la distinzione formale tra magistrati giudicanti e magistrati requirenti. Restano entrambi parte di un ordine autonomo e indipendente, ma seguono percorsi professionali separati.
Tuttavia, il referendum presenta anche aspetti di forte contrapposizione nel dibattito pubblico. I favorevoli alla riforma sostengono che la separazione delle carriere rappresenti il naturale complemento del sistema accusatorio nel processo penale, allineando l’Italia alle grandi democrazie occidentali. I contrari, invece, avvertono che la riforma comporterebbe un rischio maggiore di una magistratura meno indipendente, poiché è diretta soprattutto alla separazione dei CSM.
Nessun quorum, il voto decide tutto
Per questo referendum confermativo non è previsto un quorum. Conta solo la maggioranza dei voti validi. Ogni scheda pesa allo stesso modo, indipendentemente dall’affluenza. Dunque, l’incontro di questa sera a Favara si inserisce in una campagna referendaria ancora aperta, con i sostenitori del Sì determinati a convincere i cittadini a partecipare e a votare a favore della riforma.
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