Nove Comuni su dieci in Sicilia risultano ad alto rischio frane. È il dato citato dal ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, intervenuto in Parlamento durante l’informativa urgente sugli eventi meteorologici eccezionali che hanno colpito Sicilia, Calabria e Sardegna dopo il ciclone Harry.
Nel suo intervento, Musumeci ha richiamato i dati Ispra 2024, sottolineando anche che oltre il 94% del territorio italiano risulta esposto a pericoli idrogeologici, valanghe ed erosione costiera. Il ministro ha inoltre difeso l’operato del governo rispondendo alle critiche emerse in questi giorni sul caso Niscemi, parlando di “giudizi sommari e frettolosi” e di “atti di sciacallaggio”, anche “in giacca e cravatta”.
Musumeci ha ricordato che già nel 2005 i pareri tecnici della Cts descrivevano la frana di Niscemi come un fenomeno di dimensioni tali da rendere impossibile una stabilizzazione definitiva del versante. Sul fronte operativo, ha annunciato che nei prossimi giorni il Dipartimento nazionale di Protezione civile convocherà una riunione definita “risolutiva”, con l’obiettivo di affidare al Comune di Niscemi la quantificazione della somma necessaria per il piano di demolizione di 71 edifici dichiarati inabitabili.
Durante l’informativa hanno assistito in aula anche quattro cittadine di Niscemi. La vicepresidente di turno Mariolina Castellone ha espresso la vicinanza del Senato, mentre la senatrice Vincenza Rando, originaria della città, si è commossa nel ricordare la situazione dei concittadini. Il dibattito politico ha registrato anche l’intervento del leader di Azione Carlo Calenda, che ha attaccato duramente la gestione regionale. Al forum di Legambiente è intervenuto anche il ministro Adolfo Urso, spiegando che il ministero delle Imprese e del Made in Italy sta valutando misure già sperimentate dopo l’alluvione in Emilia Romagna, tra cui polizze catastrofali e l’estensione del fondo di garanzia alle micro imprese.
Intanto a Niscemi il sindaco Massimiliano Conti ha pubblicato sul sito comunale un avviso per una prima ricognizione degli immobili liberi, valutando eventuali acquisti o affitti per destinarli agli sfollati. Sul fronte giudiziario, domani il procuratore capo di Gela Salvatore Vella nominerà i consulenti tecnici nell’ambito dell’inchiesta, al momento contro ignoti, per le ipotesi di disastro colposo e danneggiamento. Il team dovrà indicare quali documenti acquisire, da quali enti e chi ascoltare come persona informata sui fatti.
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