La Sicilia emerge come la regione più colpita d’Italia nel 2025 per estensione dei roghi, con 16 938 ettari andati in fumo in 248 incendi, nel periodo dal 1° gennaio al 18 luglio.
Nel complesso, secondo il report “L’Italia in fumo” di Legambiente, in tutta l’Italia sono stati bruciati 30 988 ettari di territorio, pari a circa 43 400 campi da calcio, con una media di 653 incendi registrati e 3,3 roghi al giorno. Le aree naturali boscate hanno sofferto 18 115 ettari devastati, mentre 12 733 ettari riguardano zone agricole e 120 ettari aree artificiali.
Nel dettaglio, la Sicilia precede nettamente altre regioni del Sud: Calabria (3 633 ettari), Puglia (3 622), Basilicata (2 121 con la più alta media ettari per incendio, 163,15), Campania (1 826) e Sardegna (1 465).
Solo nell’ultima settimana fino al 27 luglio, alla conta regionale si aggiungono circa 2 000 ettari bruciati e oltre 3 000 interventi in Sicilia, con almeno 700 operazioni nelle sole 48 ore precedenti.
L’isola resta sotto osservazione anche per incendi nei siti di pregio ambientale: nello stesso periodo sono state evacuate circa 50 abitazioni nei pressi della Riserva dello Zingaro (provincia di Trapani) e il fronte incendiario ha riguardato zone come Monte Cofano e Piana degli Albanesi, causando danni ambientali ed economici definiti “incalcolabili” dal sindaco di Castellammare del Golfo, Giuseppe Fausto.
Le richieste di Legambiente includono un potenziamento dei presidi territoriali, maggiore coordinamento istituzionale tra Stato e regioni, e l’applicazione di buone pratiche e nuove strategie preventive.
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