Il quattordicesimo indagato dell’inchiesta della Procura di Agrigento su un giro di tangenti legate all’assegnazione di appalti pubblici è il deputato regionale Roberto Di Mauro. E’ lui omissis indicato nelle carte giudiziarie. Le ipotesi di reato contestate all’onorevole sono associazione a delinquere, turbata libertà degli incanti e frode nelle pubbliche forniture.
Questi ultimi due reati sono contestati in concorso con il suo ex segretario particolare Giovanni Campagna, l’imprenditore e sindaco di Maletto Giuseppe Capizzi e l’architetto ed ex dirigente dell’ufficio tecnico di Licata Sebastiano Alesci, per l’appalto di oltre 37 milioni di euro relativo al rifacimento della rete idrica della città dei templi.
Il nome di Di Mauro, coperto da omissis fino ad oggi è saltato fuori dal provvedimento sulla serie di accertamenti tecnici irripetibili – disposti dalla Procura – su tutti i dispositivi elettronici e i supporti informatici sequestrati ai 14 indagati nel corso del blitz della squadra mobile, culminato lo scorso 14 maggio con l’arresto di cinque persone. Domani verrà affidato l’incarico a due periti
Secondo l’accusa: ”Sebastiano Alesci, Giuseppe Capizzi, Giovanni Campagna e “omissis” (Roberto Di Mauro) avrebbero truccato la gara. Capizzi avrebbe costituito il Consorzio Della, presentando, con la complicità di Alesci e di altri pubblici funzionari agrigentini, un’offerta economica al ribasso di oltre il 30%, considerata dai magistrati inidonea ad assicurare la concreta esecuzione dei lavori. Questa offerta, pur non essendo in grado di garantire la realizzazione dei lavori, ha portato al rinvio dell’inizio dei lavori e senza avere i requisiti economici per affrontare i lavori”.
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