
L’edificio crollato apparteneva all’Istituto Autonomo Case Popolari (IACP). Dopo una notte di ricerche tra le macerie, l’emergenza è stata dichiarata conclusa quando l’unico individuo dato inizialmente per disperso si è presentato spontaneamente, raccontando di essere fuggito spaventato al momento dell’esplosione. Nel frattempo, il lavoro dei soccorritori continua per mettere in sicurezza l’area e verificare l’assenza di ulteriori sacche di gas.
Nelle ore precedenti l’esplosione, tecnici erano già all’opera nella zona per riparazioni a una conduttura. Già nel primo pomeriggio, nei pressi di via Santa Sofia, alcuni studenti del Cus avevano segnalato un forte odore di gas, facendo scattare l’allarme. La deflagrazione ha colpito in modo devastante l’area, obbligando le autorità a evacuare almeno 150 persone, che ora necessitano di una sistemazione provvisoria.
Un tavolo tecnico è stato immediatamente istituito in prefettura a Catania per coordinare le operazioni di emergenza. Protezione civile, Comune e associazioni di volontariato stanno collaborando per gestire la logistica e garantire l’assistenza alle famiglie colpite. Le operazioni dei vigili del fuoco, condotte con estrema cautela, sono concentrate sulla dispersione delle sacche di gas ancora presenti per evitare ulteriori rischi.
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