La “macchina” di Agrigento Capitale italiana della Cultura 2025 va avanti dritta, senza farsi scalfire da discussioni, polemiche e assenze. Alla conferenza stampa che si è tenuta a Palazzo Grazioli a Roma per presentare il programma, non sono intervenuti né il presidente della Regione, Renato Schifani, che ha delegato il suo assessore Francesco Paolo Scarpinato, né il ministro della Cultura Alessandro Giuli che non ha partecipato nemmeno alla cerimonia di chiusura e al passaggio di consegne con Pesaro 2024.
Presenti il sindaco di Agrigento, Francesco Miccichè, l’assessore regionale ai Beni Culturali e all’Identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, l’assessore alla Cultura, al Turismo e ai Grandi eventi del Comune di Agrigento, Costantino Ciulla, il direttore generale della Fondazione Agrigento 2025, Roberto Albergoni, il direttore dell’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Agrigento, don Giuseppe Pontillo, il Presidente del Polo universitario territoriale di Agrigento, Giovanni Francesco Tuzzolino, e il Ceo del gruppo Qubit, Luca Morvilli. Il programma di “Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025” si articola in una serie di iniziative volte a valorizzare il patrimonio storico, artistico e culturale della città e del territorio circostante.
Le principali linee guida del programma includono:
Eventi culturali e artistici: mostre, concerti, rappresentazioni teatrali e festival che celebrano la ricca tradizione culturale di Agrigento e della Sicilia.
Valorizzazione del patrimonio archeologico: progetti di restauro e apertura al pubblico di siti storici, come la Valle dei Templi e il teatro antico recentemente scoperto.
Iniziative educative: programmi didattici e laboratori destinati a scuole e università, per promuovere la conoscenza della storia e della cultura locali.
Sostenibilità e innovazione: progetti che integrano tecnologie moderne e pratiche sostenibili nella conservazione e promozione del patrimonio culturale.
Coinvolgimento della comunità: attività che incentivano la partecipazione attiva dei cittadini e delle associazioni locali nella realizzazione degli eventi.
Tra gli appuntamenti principali:
Le colonne portanti della nostra identità: Un progetto del Liceo Scientifico Leonardo che esplora il legame tra scienza, arte e tecnologia con conferenze, laboratori e mostre. Il Virtual Tour 360° del Teatro Pirandello e la Settimana della Cultura Scientifica sono imperdibili.
Portineria di Comunità: Un’iniziativa sociale nei quartieri di Villaseta e Piazza Ravanusella, dove teatro, narrazione e ritualità popolari diventano strumenti di coesione e rigenerazione.
Mandorlo in Fiore: Dal 9 al 16 marzo 2025, la storica festa celebra il folklore mondiale con sfilate, danze e l’accensione simbolica del Tripode dell’Amicizia.
Valorizzazione del territorio: Il Museo “Pietro Griffo” e la Valle dei Templi si confermano protagonisti culturali, mentre il progetto “La via dei gessi siciliana” racconta la storia di un materiale simbolico.
Eventi artistici e filosofici: Il Liolà Fest, dedicato a Pirandello, e gli incontri filosofici “Sphairos” esplorano temi di identità, conoscenza e creatività.
Arte e innovazione: Opere di artisti come Nathalie Harb ed Edoardo Malagigi invitano a riflettere su temi come sostenibilità, migrazioni e comunità.
Esplorazioni subacquee: Immersioni guidate nei resti dell’isola Ferdinandea combinano avventura e scienza, offrendo una nuova prospettiva sul patrimonio naturale.
Il sindaco di Agrigento, Francesco Miccichè, si è soffermato sulla genesi del progetto. E tra l’altro ha affermato: “Perché abbiamo ottenuto questo prestigioso titolo? Perché è un progetto che ha un’anima. La sua anima non è la sola Città di Agrigento, ma il patrimonio materiale e immateriale della Provincia, compresa Lampedusa. Un patrimonio con molte sfumature. Prima di essere sindaco sono stato il medico che ha visitato migliaia di persone migranti, ho incrociato occhi e ho imparato che l’accoglienza, l’integrazione, il dialogo, anche quando avviene senza parole, è un valore profondo per l’umanità tutta. Agrigento ha creato un progetto che parte dalla sua identità profonda e che lavora su accoglienza e inclusione con vero coraggio.”
Il direttore della Fondazione, Roberto Albergoni, ha svelato i primi dettagli sulle iniziative in programma: – “Il sè, l’altro e la natura. Relazioni e trasformazioni culturali” – Agrigento, Lampedusa e i Comuni di tutta la provincia vivono il proprio essere Capitale Italiana della Cultura come un’occasione di riflessione sul rapporto tra l’uomo e la natura per comprendere quali visioni di futuro gli artisti possono offrire nell’interpretare le trasformazioni culturali, necessarie a governare gli effetti prodotti dai cambiamenti climatici, dall’innovazione tecnologica e dalla mobilità umana. Oltre 44 i progetti già inseriti nel dossier di candidatura a cui si aggiungono altre straordinarie iniziative proposte da tutte le istituzioni culturali del territorio. Un programma culturale ricco e un messaggio: “Lasciati abbracciare dalla cultura”.
L’assessore regionale Francesco Paolo Scarpinato ha rilevato il valore dell’evento: “Agrigento Capitale Italiana della Cultura è importante per tutta la Regione, è una leva strategica per il suo sviluppo. La Regione ha appoggiato con cuore e anima il Comune e la struttura di lavoro tutta. I frutti si vedono già perché i visitatori sono aumentati al punto da farci entrare nella top dei luoghi più visitati d’Italia”.
Roberto Sciarratta, direttore del Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, presente in video, ha ribadito l’impegno per rendere il territorio interessante e attrattivo. E ha annunciato che una prima mostra, “I tesori d’Italia”, sarà inaugurata sabato prossimo a Villa Aurea, con quadri di ventidue artisti espressione delle venti regioni italiane, ricoprendo anche il significato simbolico dell’unione, contro discordie e separazioni.
Per la Curia agrigentina, Don Giuseppe Pontillo ha spiegato: “Il percorso che abbiamo fatto insieme mette al centro, tra l’altro, l’inclusione, affinchè vi sia maturazione consapevole attraverso le tantissime proposte culturali, che non sono fine a sé stesse ma vogliono creare integrazione.”
Il presidente del Polo universitario territoriale di Agrigento – Università di Palermo – Giovanni Francesco Tuzzolino, ha testimoniato la partecipazione attiva al progetto da parte del Polo universitario: “Noi operiamo in un contesto che davvero è una capitale culturale, ogni giorno, perché qui ci sono scambi culturali, migrazioni, trasformazioni. Ed è proprio questo che muove l’università più a sud d’Europa e che ha fatto confluire naturalmente tutte le proprie ricerche nel progetto Capitale. Ogni luogo archeologico è per natura un luogo delle contraddizioni, passato e presente sono identità ma anche e ancora oggetto di ricerca. Attraverso l’anno di capitale della Cultura cercheremo di trasmettere e far crescere questi valori attraverso l’impegno degli atenei universitari, con progetti su archeologia paesaggio di livello internazionale”.
L’assessore comunale alla Cultura, al Turismo e ai Grandi eventi di Agrigento, Costantino Ciulla, ha rilanciato la straordinarietà dell’occasione e dell’opportunità irripetibile di ‘Agrigento Capitale italiana della Cultura”, confermando il massimo impegno affinchè la macchina organizzativa proceda a pieno ritmo e in modo efficace focalizzandosi sulla Legacy legata al progetto.
Luca Morvilli, Ceo del gruppo Qubit, ha descritto l’origine del brand e del linguaggio visivo: “Abbiamo compreso subito che serviva un simbolo che raccontasse non solo il presente ma che offrisse una visione di futuro, quindi un marchio di scopo che potesse diventare nel prossimo futuro marchio di territorio. Siamo partiti dai valori e dai concetti fondamentali del dossier: Agrigento attrae culture e le rielabora esprimendone una propria. Nasce così la A, iconica, che racchiude i quattro elementi e i loro colori da cui si genera tutto il sistema visivo di Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025. Un marchio che avvicina le persone, i concetti, i progetti. La campagna per il lancio nasce dalla riflessione che la cultura ad Agrigento è dappertutto, ti circonda, e ti abbraccia.”
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