Con l’annuncio dei lavori voluti dal vicepremier Salvini per il Ponte sullo Stretto, il movimento “No Ponte” torna a manifestare il suo forte dissenso. Il presidente nazionale della Società Italiana di Geologia Ambientale, Antonello Fiore, sottolinea le difficoltà e i tempi di studio necessari per un’opera del genere. Fiore evidenzia anche temi più urgenti, come il rischio di desertificazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici.
Il movimento No Ponte sostiene che la priorità dovrebbe essere data a questioni più rilevanti, come la protezione dell’ambiente e la creazione di infrastrutture sostenibili. Promettono una vasta mobilitazione fino a quando il Ponte non sarà cancellato dal futuro del territorio, sottolineando la necessità di sviluppare interventi per la tutela ambientale e la costruzione di infrastrutture che creino lavoro stabile.
Il presidente nazionale della Società Italiana di Geologia Ambientale, Fiore, sottolinea anche problemi geologici e sismici che rendono l’opera difficile da realizzare. Sottolinea che prima di passare a una progettazione esecutiva, sono necessari approfondimenti approfonditi su aspetti sismici e ambientali, oltre a una valutazione sui materiali utilizzati durante la costruzione.
Il movimento No Ponte si è già opposto al progetto in passato, contribuendo a bloccare l’iter progettuale e l’avvio dei cantieri. Ora, con il nuovo slancio del governo verso la realizzazione del Ponte, promettono di intensificare le loro iniziative di informazione e mobilitazione per contrastare la devastazione del paesaggio dello Stretto.
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