E’ il saccense l’area agrigentina più colpita dal maltempo. Una bomba d’acqua caduta a Sciacca ha fatto esondare il torrente San Marco. Si tratta della stessa zona dove l’11 novembre di un anno fa si erano verificati forti allagamenti. I vigili del fuoco e il personale della Protezione civile del Comune sono alle prese con diversi sopralluoghi per verificare eventuali situazioni di pericoli per l’incolumità pubblica. Il ponticello di località “Raganella”, che collega il quartiere Perriera alla zona periferica densamente abitata, ha ceduto nuovamente. La furia dell’acqua ha piegato i grossi blocchi di cemento collocati la scorsa primavera.
E’ franata anche una porzione della strada di contrada “Lazzarino” anche questa attraversata dal torrente. La furia dell’acqua ha devastato l’asfalto e danneggiato anche in questo caso un piccolo ponticello. Problemi anche all’ospedale “Giovanni Paolo II”. Allagato il complesso operatorio della struttura sanitaria a causa di infiltrazione di acqua dal tetto. L’attività è stata sospesa. Resistono, fino a questo momento, gli argini del torrente Cansalamone. Completamente allagato lo Stazzone. E acqua mista a fango ha invaso diverse attività commerciali e abitazioni ai piani bassi.
Ad Agrigento, e Favara, allagate diverse strade cittadine. In alcuni casi si sono formati veri e propri “fiumi” d’acqua. Nella città dei Templi problemi alla circolazione veicolare nella bretella che collega piazzale Rosselli con la statale per Palermo, con tanti automobilisti che hanno rischiato di rimanere bloccati nell’acqua alta. Altri disagi a San Giusippuzzo, San Leone e Villaggio Mosè.
Sono in via di verifica i danni provocati dalla violenta bomba d’acqua che si è abbattuta su Naro. Nonostante la pulizia delle caditoie già condotta da tempo, l’ingente quantità d’acqua caduta in pochi minuti ha avuto delle conseguenze.
“Stiamo adesso cercando di risolvere – ha detto il sindaco Maria Grazia Brandara -. Abbiamo attivato, come da procedure, il Coc e stiamo conducendo dei sopralluoghi per eliminare i rischi per la popolazione”.
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