
In quest’annata vinicola, le province di Palermo e Trapani evidenziano una vendemmia di qualità, nonostante una leggera diminuzione della quantità, oscillante tra il 10% e il 20% a seconda delle zone. A metà percorso, i viticoltori possono sorridere per la qualità ottenuta, ma ora si preparano a fronteggiare una battaglia più ardua: quella dei prezzi. Quest’anno, la sfida si presenta particolarmente difficile a causa dell’impennata inflazionistica che ha influito pesantemente sui costi di carburante agricolo, fertilizzanti e corrente elettrica.
Tra i produttori, alcuni hanno dovuto affrontare non solo la siccità, ma anche la mancanza di risorse idriche, come nel caso della zona di Castelvetrano, lasciata a secco dalla diga Trinità, nonostante si trovasse a poche centinaia di metri di distanza.
Il presidente della Cia Sicilia Occidentale, Camillo Pugliesi, sottolinea la resilienza dei viticoltori di fronte a sacrifici enormi, esprimendo preoccupazione per la mancanza di tutela da parte di chi dovrebbe garantire servizi essenziali. Nonostante le sfide, si prospetta la commercializzazione di un prodotto eccellente, sempre più sostenibile e di alta qualità.
I dati finora raccolti confermano la superiorità della qualità anche in questa vendemmia. L’enologo Benedetto Alessandro evidenzia che per i vini bianchi, chi ha gestito attentamente l’irrigazione può vantare una qualità sopra la media. Per i vini rossi, la situazione è diversa, ma la vendemmia in Sicilia occidentale, iniziata ora, si avvale delle recenti piogge e del calo delle temperature per dare slancio alle viti.
La crisi dei prezzi colpisce l’intera filiera, con particolare impatto su produttori e cantine sociali. Pugliesi auspica il buonsenso, chiedendo di evitare speculazioni incontrollate e di impegnarsi affinché i prezzi di vendita consentano ai produttori di ottenere un profitto dignitoso. Con ottimi prodotti ammassati nelle cantine, si invita a valorizzarli nel miglior modo possibile.
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