Florinda Saieva, la mamma della sedicenne favarese Carla Bartoli che ha fatto la raccolta fondi per soccorrere i profughi ucraini, ha identificato e registrato le persone salite sul bus e partite per venire a Favara. Il pullman della missione umanitaria “Favara for Ukraine” è ripartito da Lublino (Polonia) con 50 donne e bambini in fuga dalla guerra in Ucraina. A controllare le operazioni anche la polizia. Della traduzione si occupa invece l’ex ciclista professionista Sergii che e’ stato il punto di contatto fra la famiglia Bartoli e quanti sono in fuga dalla guerra.
Sono 50 gli ucraini, donne e bambini e un unico uomo, sul bus che saranno ospitati a Favara. Sul bus della missione umanitaria anche tre cagnolini con i loro padroni. La missione umanitaria “Favara for Ukraine”, partita da Favara era arrivata a Chelm, a 20 chilometri dal confine con l’Ucraina, nel cuore della notte.
Ad accogliere la spedizione un imprenditore favarese Giovanni Morgante che vive e lavora, con la famiglia, ad Okuninka. Morgante, venuto a sapere che stava per arrivare un autobus carico di aiuti umanitari per i profughi ucraini, si è subito mobilitato per accogliere i concittadini ed ospitarli gratuitamente in un albergo.
Da quando ha lasciato Favara, il pullman continua ad essere aiutato: non ha pagato il traghetto per attraversare lo Stretto, né i pedaggi autostradali di Austria e Repubblica Ceca e infine i componenti della spedizione sono stati ospiti dell’imprenditore che, tanti anni fa, ha lasciato Favara per cercare fortuna lavorativa in Polonia.
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