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Omicidio a colpi di zappa a Naro. Il 13enne figlio della vittima non sarà ascoltatoSTIMA TEMPO DI LETTURA: 2 min

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Udienza ieri al Tribunale di Agrigento per le audizioni del figlio 13enne di Costantin Pinau, l’agricoltore brutalmente ucciso a colpi di zappa, lo scorso anno, a Naro. L’avvocato di parte civile ha però annunciato che il ragazzino non deporrà al processo, questo per non fargli rivivere il trauma dell’aggressione che provocò la morte del padre.

Il figlio della vittima, testimone oculare dell’omicidio del padre, non deporrà al processo. Al ragazzino 13enne non si vuole far rivivere il trauma del brutale pestaggio che provocò la morte, a colpi di zappa, dell’agricoltore 37enne Costantin Pinau, ucciso nel luglio dello scorso anno sotto casa sua.

Il fatto avvenne a Naro. L’omicidio si sarebbe consumato davanti alla moglie della vittima, che tentando di difenderlo sarebbe rimasta a sua volta gravemente ferita, e ai loro figli. Tra le parti civili al processo, oltre alla moglie, c’era anche il figlio di Pinau. L’avvocato Giovanni Salvaggio ha però fatto sapere che il ragazzino non deporrà al processo: “Non mi sembra il caso di rinnovare questo trauma al ragazzino – avrebbe spiegato il legale -, peraltro l’istruttoria ha adeguatamente provato le circostanze”.

Ieri, dunque, non c’è stata nessuna deposizione per questo processo al Tribunale di Agrigento. La Corte d’assise presieduta da Alfonso Malato, che avrebbe dovuto ascoltare proprio il ragazzino, dopo aver sentito la rinuncia comunicata dall’avvocato di parte civile, ha rinviato al prossimo 14 giugno. Verranno interrogati l’imputata e cinque teste della difesa.

In questo troncone l’unica a sedere nel banco degli imputati è la 39enne Anisoara Lupascu, accusata insieme al marito e al figlio, rispettivamente il 44enne Vasile Lupascu e il 19enne Vladut Vasile Lupascu, dell’omicidio dell’agricoltore Costantin Pinau. Il marito e il figlio di Anisoara Lupascu stanno per essere giudicati in un altro troncone, con il rito abbreviato. La vittima sarebbe stata aggredita dall’intera famiglia che, mai messo completamente a fuoco il movente, si sarebbe appostata nei pressi della sua abitazione per pestarlo ferocemente, uccidendolo.

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