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Settimana Santa. I riti più suggestivi della tradizione sicilianaSTIMA TEMPO DI LETTURA: 2 min

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Non solo Favara. Tutta la Sicilia in questi giorni è impegnata con i riti e le feste che si tengono in occasione del periodo pasquale. Vediamo alcune delle tradizioni più suggestive.

Con la processione e la tradizionale “Spartenza” tenutesi in occasione del Venerdì Santo, ieri Favara ha vissuto il  clou dei momenti sacri legati al periodo pasquale. Andando oltre alla città dell’agnello pasquale, però, tutta la Sicilia durante la Settimana Santa si trasforma in un tripudio di rappresentazioni, riti e processioni.

Eventi che, tra sacro e profano, risultano anche una forte attrattiva turistica che porta sull’isola visitatori anche stranieri, spinti chi dalla fede e chi dalla curiosità. È il caso ad esempio di Caltanissetta: nei giorni principali del periodo pasquale la città nissena diventa un immenso teatro dove prendono vita tradizioni e riti come quello dei Misteri del Giovedì Santo, nel corso del quale sedici statue raffiguranti le varie stazioni della Via Crucis attraversano le vie della città.

Curioso il caso di Montelepre, in provincia di Palermo. Qui i protagonisti della processione dei misteri non sono le statue, ma circa 400 cittadini in costumi d’epoca. I figuranti che interpretano gli ottanta quadri con gli eventi più importanti dell’Antico e del Nuovo Testamento percorrono le vie del paese. Sono seguiti dall’urna del Cristo morto portata a spalla dai “civili” e dai “galantuomini” e dal simulacro della Madonna Addolorata, avvolta da un manto nero e condotta dalle “maestranze”.

A Enna invece sono le congregazioni, antiche corporazioni delle arti e dei mestieri riconosciute fin dai tempi dei sovrani spagnoli, ad animare la processione del venerdì. Circa 2mila confratelli, incappucciati nei costumi propri delle singole confraternite, sfilano portando su vassoi i 25 simboli del martirio di Gesù. Seguono poi, in silenzio, le statue del Cristo Morto e dell’Addolorata.

La mattina di Pasqua, ad Adrano, in provincia di Catania, si svolge la cosiddetta “Diavolata”, chiamata in gergo “i Diavulazzi di Pasqua”. Su un palco allestito nella piazza principale va in scena la lotta tra cinque diavoli, la Morte, Lucifero e un Angelo interpretato da un bambino. La lotta ha termine quando l’Angelo costringe tutti gli altri a gridare “Viva Maria!”.

Un altro tipico rito di Pasqua, che si tramanda di generazione in generazione, ha luogo a San Fratello, in provincia di Messina. Si tratta della festa dei Giudei, che consiste in giovani del paese, agghindati con abiti vistosi e volto coperto da maschere rosse, che interpretano gli assassini di Cristo correndo per strada e disturbando la gente.

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