
La droga non c’entra. I rapporti che aveva con i calabresi erano solo per interessi calcistici: si incontravano per discutere di Juve e dei biglietti dello stadio.
È questo quanto detto dalla difesa dell’indagato Andrea Puntorno, capo ultrà della Juve, arrestato nei giorni scorsi nell’ambito della maxi operazione antimafia “Kerkent”.
L’avv. Salvatore Pennica ieri al tribunale del Riesame ha chiesto di annullare l’ordinanza di arresto del suo assistito.
Secondo gli inquirenti, invece, Puntorno sarebbe un componente dell’associazione dedita al narcotraffico che era stata messa in piedi dal boss Antonino Massimino. Pare abbia messo in contatto il capomafia, tornato libero nel 2015, con i suoi contatti della “Ndrangheta” per estendere il giro di affari della droga.
Nelle prossime ore i giudici decideranno se confermare o meno l’ordinanza cautelare.
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