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Voto di scambio: 96 indagati, tra loro anche l’ex Governatore Totò CuffaroSTIMA TEMPO DI LETTURA: 2 min

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Una mega inchiesta quella della Procura di Termini Imerese. Per voto di scambio e altri reati, l’avviso di conclusione delle indagini ha raggiunto 96 persone. Tra loro anche nomi importanti, assessori regionali, deputati e sindaci.

Maxi inchiesta quella della Procura di Termini Imerese che, per voto di scambio e altri reati, ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini nei confronti di 96 persone tra politici, assessori regionali, deputati e sindaci. Nell’elenco figurano, tra gli altri, l’ex presidente della Regione Totò Cuffaro, l’assessore regionale al territorio Salvatore Cordaro, il capogruppo all’Ars di Diventerà Bellissima Alessandro Aricò, il sindaco di Termini Imerese Francesco Giunta e gli ex coordinatori della Lega in Sicilia, Alessandro Pagano e Angelo Attaguile.

L’indagine è stata avviata sulle elezioni regionali del 2017 ma si è poi allargata alle amministrative di Termini Imerese di due anni fa nelle quali è stato eletto il sindaco Francesco Giunta, sostenuto da uno schieramento di centrodestra.

A muovere l’inchiesta è il caso di Salvino Caputo, ex deputato regionale ed ex sindaco di Monreale che, a causa di una condanna, non poteva essere candidato e del fratello Mario. Quest’ultimo si sarebbe candidato al posto del fratello Salvino ma nella comunicazione elettorale sarebbe stato utilizzato, secondo gli inquirenti, un raggiro che avrebbe indotto gli elettori a votare il candidato scambiandolo per il fratello. Una presunta manipolazione della volontà degli elettori, insomma, della quale rispondono anche gli ex coordinatori della Lega in Sicilia Alessandro Pagano e Angelo Attaguile.

Attorno alle elezioni sarebbe stato organizzato un sistema di scambi e promesse riguardanti posti di lavoro, esami di maturità e ammissione ai test per facoltà a numero chiuso. Tra i coinvolti in questo presunto scambio ci sarebbero esponenti di schieramenti diversi tra cui Filippo Maria Tripoli della lista “popolari e autonomisti”, il quale era sostenuto dall’ex presidente della Regione Totò Cuffaro, e Giuseppe Ferrarello, ex sindaco di Gangi, candidato nella lista del Pd.

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