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Scoppia una bombola di ossigeno, morto un 28enneSTIMA TEMPO DI LETTURA: 2 min

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Incidente mortale sul lavoro, ieri, alla zona industriale di Agrigento. Secondo le prime ricostruzioni, lo scoppio di una bombola di ossigeno avrebbe provocato la morte del 28enne Massimo Aliseo.

Tragico incidente sul lavoro, ieri, alla zona industriale di Agrigento. Un 28enne, Massimo Aliseo, originario di Canicattì ma residente ad Agrigento, ha perso la vita a seguito dello scoppio di una bombola di ossigeno.

Il fatto è avvenuto all’interno di un capannone di una impresa che si occupa della ricarica delle bombole. Pare che il giovane stesse avendo a che fare proprio con una di queste bombole, per ricaricarla di ossigeno, quando questa sarebbe improvvisamente esplosa, uccidendolo. Sembra che l’enorme botto abbia stordito altre persone che sarebbero state soccorse dai sanitari del 118.

Lanciato l’allarme, alla zona industriale si sono precipitati i vigili del fuoco del comando provinciale di Agrigento e i carabinieri della stazione di Aragona. Sarebbe giunta anche una squadra specialistica dei militari dell’Arma per occuparsi dei rilievi tecnici del caso.

Massimo Aliseo lascia moglie e due figli, una nata proprio alcuni giorni fa. Da più parti arriva il cordoglio per questa tragica scomparsa. “Morire sul lavoro è inaccettabile – ha scritto sui social il presidente della Camera, Roberto Fico -. Succede anche in quest’anno nuovo: dobbiamo ricordare che siamo davanti a una vera e propria piaga sociale da affrontare mettendo in testa i diritti e la sicurezza sul lavoro. Le mie condoglianze alla famiglia di Massimo Aliseo”.

Dalla UIL e dalla CISL evidenziano come l’anno è iniziato male in termini di sicurezza sul lavoro. “La zona industriale di Agrigento va monitorata attentamente –dice la UIL di Agrigento – perché ci sono aziende che operano in settori dove basta poco a poter succedere un imprevisto pericoloso o mortale”. “Non si può e non si deve morire per lavoro – aggiunge la Cisl -, il costo della vita umana per un lavoro è un prezzo troppo alto da pagare, un’altra morte che si poteva certamente evitare, un’altra sconfitta per tutti, istituzioni, datori di lavoro, sindacati”.

Dal canto suo, anche la Medical Gas Criogenici, la società della quale il 28enne era dipendente, esprime “cordoglio e vicinanza alla famiglia di Massimo Aliseo”, vittima dell’ incidente “avvenuto all’interno dello stabilimento di Aragona”. “La MGC, da decenni operante nel settore dei gas medicali, – scrivono dalla società – risponde ai massimi standard di sicurezza del settore e sta garantendo piena collaborazione all’Autorità Giudiziaria, chiamata a chiarire le cause dell’incidente ad oggi inspiegabili”.

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