“Gli sbarchi nella nostra terra sono l’aperta denuncia delle tragedie legate al terrorismo, ai genocidi, agli attentati, ai disastri ecologici e noi credenti, davanti a tutto questo, non possiamo restare spettatori né possiamo sentirci apposto con la nostra fede se pensiamo che questi fratelli che vengono con le barche, questa gente, qualche volta si usa anche il termine gentaglia, deve tornarsene indietro perché sono un inquietante disturbo”.Così ha parlato ieri il Presidente della Commissione Episcopale della CEI per le migrazioni, Cardinale Francesco Montenegro, in un passo dell’omelia pronunciata dall’altare della chiesa S. Alfonso di Agrigento in occasione della celebrazione eucaristica delle Ceneri.
Per il neo porporato quella di ieri è stata la prima uscita pubblica nella sua arcidiocesi dopo il concistoro chiusosi domenica scorsa a Roma.
Don Franco, sempre durante la predica della sentita funzione religiosa che per i cattolici segna l’avvio della Quaresima, ha anche avvertito gli operatori pastorali che, anziché accogliere i migranti, preferirebbero che gli stessi tornassero indietro nei loro paesi d’origine.
“Stento a capire – ha detto il pastore della chiesa agrigentina – come si ci possa definire cristiani o impegnati operatori pastorali se poi si nutrono sentimenti antievangelici o si resta indifferenti dinanzi a tanti fratelli immigrati.
Agli operatori pastorali, ai catechisti, agli animatori della liturgia, della carità, delle missioni – ha aggiunto il Cardinale – che pensano così che questi fratelli se ne devono tornare e non meritano attenzione, io – ha continuato don Franco – consiglio, invito, dico che per coerenza devono sospendere il loro servizio nelle comunità”.
Dismessi i paramenti sacri, dai nostri microfoni il Cardinale Montenegro ha anche affrontato la questione relativa al rischio paventato da fonti dell’intelligence italiana che parlano di oltre 200 mila persone pronte a lasciare la Libia per raggiungere le coste siciliane.
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