SICILIA TV - Operazione ''Stipendi Spezzati'', arrestato l'ex presidente del consiglio comunale di Favara Salvatore Lupo
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Titolo: Operazione ''Stipendi Spezzati'', arrestato l'ex presidente del consiglio comunale di Favara Salvatore Lupo
Data: 19/05/2017
Inserita alle ore: 10:55:50
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News inserita da: Angela Sorce
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Operazione ''Stipendi Spezzati'', arrestato l'ex presidente del consiglio comunale di Favara Salvatore Lupo.

News: Operazione ''Stipendi Spezzati'' dei carabinieri della Compagnia di Licata, coordinata dalla Procura della Repubblica di Agrigento, sostituto procuratore Alessandro Macaluso, oggi trasferito in altra sede.

8 le persone coinvolte, tutte collegate alla ''Suami società cooperativa sociale - onlus''.
Due le persone arrestate: l'ex presidente del consiglio comunale di Favara Salvatore Lupo di 41 anni, amministratore unico della ''Suami'', e la moglie Maria Barba, detta Giusy, di 35 anni di Favara. Entrambi si trovano ai domiciliari.
Coinvolta anche Caterina Federico, 34enne, assistente sociale, a cui è stata applicata la misura dell'obbligo di dimora, e Veronica Sutera Sardo di 30 anni di Agrigento, per lei l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Le altre quattro persone, coinvolte anch'esse a vario titolo, sono state denunciate ma non è scattata ancora alcuna misura cautelare.

I dettagli sono stati esposti questa mattina al comando provinciale dei Carabinieri, alla presenza del Capitano Marco Currao, comandante della compagnia dei Carabinieri di Licata, del Comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile di Licata il Luogotenente Carmelo Caccetta e del Comandante del Reparto Operativo di Agrigento Ten. Col. Rodrigo Micucci.

Come ricorderete, la struttura ''Suami'' era rimasta coinvolta il 18 gennaio del 2016 nell'ambito dell'operazione ''Catene Spezzate''. La Procura voleva vederci chiaro su presunti maltrattamenti fisici e psichici nei confronti di alcuni ospiti della struttura, avvenuti tra dicembre 2014 e febbraio 2015. Allora scattarono 5 misure cautelari.

Da quella inchiesta e dalle testimonianze rese dai dipendenti della struttura, una ventina circa, nacque un nuovo filone investigativo che oggi ha portato ad arresti, obblighi di dimora e presentazione riguardante la parte amministrativa e che coinvolge i vertici della cooperativa.

L'accusa per i quattro destinatari delle misure cautelari prevede l'estorsione in concorso, l'associazione per delinquere e l'indebita percezione dei contributi da parte dello Stato. Secondo gli inquirenti il personale dipendente veniva pagato in maniera assolutamente irregolare. Non veniva effettivamente corrisposta la cifra riportata in busta paga in quanto veniva ridotta, dimezzata, attraverso prelievi illegittimi dai conti correnti del personale che, all'atto dell'assunzione, sarebbero stati costretti a aprire un conto corrente bancario per consegnare il bancomat a Salvatore Lupo, o ad un altro associato. I dipendenti sarebbero anche stati posti a condizioni di lavoro disagevoli e a lavorare oltre l'orario di lavoro previsto, ore non retribuite. Inoltre pare che in caso di licenziamento venisse trattenuto il trattamento di fine rapporto. Per gli inquirenti i presunti colpevoli avrebbero fatto leva sulla crisi occupazionale e sul bisogno economico dei dipendenti.

Il Gip del Tribunale di Agrigento Alfonso Malato, che ha emesso le misure cautelari, ha anche disposto il sequestro preventivo di beni per un importo superiore a 37 mila euro riconducibili alla cooperativa Suami.


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