![]() SICILIA TV NOTIZIARIO Edizione del 28/05/2015 Direttore Responsabile: Calogero Sorce NOVITA' SUL DUPLICE OMICIDIO DI PORDENONE. A UCCIDERE I FIDANZATI TERESA E TRIFONE FORSE DUE ALBANESI. IL MOVENTE: LA VENDETTA. RIBERA. INTESTAZIONE FITTIZIA DI BENI E BANCAROTTA FRAUDOLENTA. ARRESTATE TRE PERSONE, TRE FRATELLI. DELUSIONE E RASSEGNAZIONE REGNANO A FAVARA. A QUEI CITTADINI CHE MANIFESTATO QUESTO STATO D'ANIMO DICIAMO: SVEGLIATEVI, NON TUTTO E' PERDUTO! NUOVA TEGOLA SUI TRASPORTI IN SICILIA. SEQUESTRATO TRATTO DEL VIADOTTO CINQUE ARCHI SULL'AUTOSTRADA A19. SI AVVIA ALLA CONCLUSIONE IL MESE MARIANO. A FAVARA DOMANI SERA LA CONSULTA PASTORALE GIOVANILE ORGANIZZA UNA FIACCOLATA. AD AGRIGENTO SABATO UNA PROCESSIONE DELLA MADONNA DEI BAMBINI MAI NATI TRA I VIALI DEL CIMITERO PIANO GATTA.
Sembra esserci una svolta nelle indagini sul duplice omicidio avvenuto il 17 marzo scorso a Pordenone dove persero la vita i fidanzati Teresa Costanza e Trifone Ragone.
Secondo gli inquirenti, così come scrive il “Messaggero Veneto”, ad ucciderli potrebbero essere stati due giovani albanesi.
A quanto pare Trifone era amico stretto di un romeno: si allenavano insieme nel Palazzetto dello sport “Crisafulli”. La colpa di Trifone, appunto, pare essere questa: essere amico del giovane.
Il romeno un mese prima della morte dei due fidanzati avrebbe avuto uno scontro con questi due albanesi, pestandoli fino a farli ricorrere alle cure dei sanitari in ospedale.
La rissa scoppiò la sera di San Valentino fuori dal locale Riverside di Valvasone.
Secondo un testimone lo scontro fu violentissimo: “Non riuscirò mai a dimenticare quello che ho visto. –ha riferito l'anonimo- C’era sangue dappertutto. Si porteranno per sempre il segno di questo scontro”.
Quindi i due albanesi hanno voluto così vendicare il torto subito uccidendo Trifone e Teresa?
Potrebbe essere questa un’ipotesi. Gli inquirenti stanno valutando molto seriamente questa tesi, nella speranza di trovare elementi utili alle indagini anche dai profili social delle due vittime.
Intestazione fittizia di beni e bancarotta fraudolenta. Sono queste le ipotesi di reato che a Sciacca hanno portato all’arresto dei fratelli Carmelo, Rosalia e Maria Marotta.
Per le due donne la Procura della Repubblica di Sciacca ha concesso il beneficio degli arresti domiciliari.
Secondo gli inquirenti, Carmelo Marotta, titolare della società “Edil Servizi srl” e in passato condannato per associazione mafiosa, subito dopo l’arresto a Marsiglia del boss Giuseppe Falsone per evitare il sequestro della sua azienda ne costituì una nuova, la “Edilmar Group srl” intestata alle sorelle Maria e Rosalia.
Nella nuova impresa confluirono tutti i beni della ditta precedente.
Entrambe le società comunque dichiararono il fallimento nel 2012.
Sei calciatori favaresi sono stati condannati dal giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Michele Contini, per aver aggredito un arbitro.
I fatti contestati risalgono al 15 febbraio 2009 durante la partita di calcio di Terza Categoria tra Apd Comitini Amici dello sport e Apd Atletico Favara.
Sono stati inflitti 3 mesi e 5 giorni di reclusione a Antonino Di Gloria, Gianluca Patti e Marco Salemi; 15 giorni invece per Giuseppe Valenti, Giuseppe Russotto e Cristian Scirè Capuzzo.
Il tutto sarebbe degenerato quando l’arbitro, Francesco Scibetta di Porto Empedocle, fischiò un calcio di punizione per il Comitini.
Il presidente dell'Irsap, Alfonso Cicero, interviene a seguito delle cinque ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari emesse dalla Procura della Repubblica di Palermo nei confronti di esponenti politici siciliani, tra i quali due deputati all'Ars per voto di scambio.
“Alla Guardia di Finanza di Palermo e alla Procura della Repubblica di Palermo vanno i miei complimenti per la brillante operazione che ha dimostrato la corruzione elettorale di alcuni esponenti politici con personaggi dietro i quali si nascondono pesanti e gravi ombre di ambienti della criminalità organizzata.
“La pubblica amministrazione –afferma Cicero- deve essere liberata da coloro che credono di poter gestire risorse pubbliche, incarichi professionali e posti di lavoro come se fossero “cosa loro”.
“Nella vita a volte è necessario saper lottare, non solo senza paura, ma anche senza speranza”.
È una celebre frase dell’indimenticato Presidente della Repubblica Sandro Pertini e che vogliamo riportarla ai nostri giorni e soprattutto alla situazione in cui versa la città di Favara.
È sotto gli occhi di tutti lo stato di immobilismo della classe politica locale in questi quattro anni di governo. Sembra non aver prodotto nulla di tangibile; nessun beneficio per la collettività, che di contro si è vista invece aumentare in modo esponenziale i tributi locali.
In città prevale la sporcizia e il degrado. I pochi servizi garantiti dall’Ente, negli anni, si sono ridotti al lumicino e, tra i cittadini onesti, sembra ormai diffuso uno spirito di delusione e rassegnazione.
La delusione è intuibile possa essere stata generata dalla non rappresentatività dei politici: sindaco e consiglieri comunali. La fiducia concessagli dagli elettori quattro anni fa, purtroppo, pare non sia stata per niente ricambiata.
Molteplici sono state le sedute , le commissioni consiliari svolte e le riunioni di giunta, ma di concreto i cittadini che cosa hanno avuto?
Questa legislatura cosa lascerà di buono alla città?
Ultimamente in consiglio comunale pare regni la confusione più totale. Poco chiaro infatti è il ruolo di maggioranza e di opposizione. A salvarsi solo qualche sporadico consigliere comunale che cerca ogni tanto di far sentire la propria voce.
Ma forse dimenticano che proprio loro hanno il compito di rappresentare le istanze dei cittadini: dovrebbero battersi per il Bene Comune, confrontarsi, discutere….e soprattutto realizzare e far realizzare.
È ormai tangibile la rassegnazione dei cittadini ai loro problemi. La nostra redazione ne è testimone: spesso ci chiamano per denunciare un loro problema che non viene risolto dal Comune. Ci facciamo carico dei loro problemi, sproniamo affinché essi vengano risolti ricevendo, spesso, anche delle batoste. Altri invece ci segnalano i loro problemi a patto che non debbano esporsi pubblicamente perché parenti o amici stretti di questo o quell’altro politico di turno.
Bisogna dire basta a tutto ciò; chi paga regolarmente le tasse ha il diritto di ottenere i servizi, con o senza parenti al Municipio.
Alla fine di questa legislatura manca circa un anno e siamo consapevoli che amministrare una città come Favara non è assolutamente facile: lo dicevamo durante la campagna elettorale del 2011.
Bisogna che dal quel “palazzo chiuso” inizino a rimboccarsi le maniche e ascoltare le istanze dei cittadini. Siamo stanchi di parlare dei soliti problemi: spazzatura, traffico, acqua, villette chiuse e abbandonate, degrado ovunque. Vogliamo lanciare un messaggio positivo perché le tante persone che giornalmente devono fronteggiare la disoccupazione, la fame e le malattie, non possono subire anche le “angherie” dei politici di turno.
Bisogna ricordare che essere sindaco di una città o consigliere comunale significa porre i cittadini e il loro benessere prima di ogni altra cosa. E siamo fiduciosi, almeno vogliamo esserlo, che finalmente qualcosa possa cambiare.
Nuova tegola sui trasporti in Sicilia.
Su disposizione della Procura della Repubblica di Caltanissetta i carabinieri hanno posto sotto sequestro un tratto del viadotto “Cinque archi” sull’Autostrada A19 Palermo-Catania.
Il ponte sequestrato è ubicato nei territori dei comuni di Caltanissetta, Santa Caterina Villarmosa e Villarosa.
Il reato ipotizzato dagli inquirenti contro ignoti è di attentato alla sicurezza dei trasporti.
Il tratto del ponte interessato, dove a scopo precauzionale era stata chiusa al traffico lo scorso 7 maggio una carreggiata, si trova al Km 95 della A19, in direzione Palermo.
Ad indurre le autorità alla chiusura era lo stato di alcuni piloni.
“Alcuni piloni di fondazione della carreggiata in direzione Palermo del viadotto – afferma l’Anas – sono stati parzialmente scalzati a causa dell’abbassamento del livello dell’alveo dovuto all’azione erosiva del fiume Salso. Tale fenomeno non ha alcuna influenza sulla sicurezza statica della struttura, in quanto le fondazioni dell’opera sono realizzate su pali profondi”.
Sul fascicolo di indagine aperto dalla Procura nissena, l’Anas si dice comunque fiduciosa nel lavoro della magistratura e assicura la sua collaborazione.
Per quanto riguarda invece la circolazione stradale sul viadotto “Cinque Archi” il flusso veicolare è stato deviato sulla carreggiata in direzione Catania.
È stata attivata ad Agrigento la nuova Sala Operativa Provinciale dell’ Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Agrigento, ammodernata con nuova strumentazione informatica.
Con l’adeguamento tecnologico realizzato verranno gestite al passo con i tempi l’attività di antincendio boschivo, nonché tutte le altre emergenze di competenza del Corpo Forestale.
La sala operativa potrà essere contattata componendo il numero di emergenza ambientale 1515 o telefonando lo 0922.20614 o lo 0922.28411.
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Per disinfestazione dei locali il prossimo 1 giugno rimarrà chiuso al pubblico l’ufficio del Genio Civile di Agrigento.
A darne comunicazione è il Direttore Duilio Alongi.
Le attività riprenderanno regolarmente il 3 giugno.
"Con Maria testimoni della carità" è il titolo della fiaccolata organizzata in vista della conclusione del mese mariano dalla Consulta pastorale giovanile di Favara guidata dalla coordinatrice Angela Castronovo.
Sarà, infatti, il tema della Carità - tra preghiere, canti e testimonianze - ad "accompagnare" giovani e adulti in pellegrinaggio verso la Madonnina della chiesetta della "grazia lontana", così cara alla devozione popolare favarese, in particolare durante il mese in corso.
Appuntamento a domani sera alle ore 20.30 dinanzi alla Chiesa del Rosario per dirigersi verso la "Grazia lontana", ove si reciterà l'atto di affidamento a Maria.
Seguirà un piccolo momento di condivisione organizzato dai gruppi famiglie delle parrocchie favaresi.
In occasione della conclusione del mese mariano si svolgerà sabato prossimo, 30 maggio, la processione della Madonna dei Bambini mai nati lungo i viali del cimitero di "Piano Gatta".
A seguire, intorno alle 11:00, sarà celebrata la Santa Messa di fine mese in ricordo dei defunti del camposanto e, in particolare, in suffragio di coloro che sono venuti a mancare negli ultimi trenta giorni.
L’iniziativa è stata voluta dal cappellano del camposanto, Don Angelo Gambino, e dall’amministratore di Piano Gatta Srl, Salvatore D’Anna.
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