
UN INCENDIO HA INTERESSATO UNA CASSETTA DI DERIVAZIONE ELETTRICA CHE ALIMENTA UNA PALAZZINA DI 5 PIANI A FAVARA. PAURA IERI SERA IN C.SO VITTORIO VENETO PER UNA DECINA DI FAMIGLIE
A FUOCO ANCHE IL PARCO DI GIUFA' E I PALADINI DI FAVARA. INCENDIATE LE STERPAGLIE, DANNI ALL'IMPIANTO DI IRRIGAZIONE. IN DIVERSI CHIEDONO LE DIMISSIONI DELL'ASSESSORE MILIOTI.
INTANTO L'ASSESSORE NON CI STA A PASSARE PER UN NULLAFACENTE E PROTOCOLLA UNA NOTA CON LA QUALE CHIEDE DI RIMOZIONE DEL DIRIGENTE CRISCENZO.
LA MAGISTRATURA CONTABILE PONE NUOVI RILIEVI SUI CONTI DEL COMUNE DI FAVARA. ALTRE CRITICITA' CHE PORTANO IL SINDACO, PER UNA FAVARA MIGLIORE, A CAMBIARE VERSO. CHIESTO ALL'INTERO CONSIGLIO COMUNALE DI FAR PARTE DI UN NUOVO ESECUTIVO. MA CHI, DEI CONSIGLIERI DI OPPOSIZIONE, SI FARA' CARICO DEI TRE ANNI DI GESTIONE - A LORO DETTA- FALLIMENTARE DELL'AMMINISTRAZIONE MANGANELLA?
Panico ieri sera intorno alle 23:00 per una decina di famiglie che sono state fatte evacuare dopo l'incendio sviluppatosi al piano terra di una palazzina di cinque piani di C.so Vittorio Veneto a Favara.
Ad andare in fiamme una cassetta di derivazione da dove dipartono i fili elettrici per alimentare l'intero palazzo.
Fumo e tanta paura per i condomini che sono riversati in strada.
A portare la calma i Carabinieri della locale Tenenza, al cui Comando, per qualche giorno, c'è il Luogotenente Giuseppe Tararà.
Sul posto anche i Vigili del fuoco che hanno spento le fiamme e confermato che l'incendio si è innescato da un corto circuito.
Fortunatamente nessuna delle persone coinvolte ha riportato particolari conseguenze.
Opere di pulizia "trasversale" eseguite in anticipo quest'anno nel Parco Urbano di Giufà e i Paladinj di Viale Che Guevara a Favara.
Con tre giorni di anticipo rispetto allo scorso anno, le fiamme hanno in parte bonificato l'area, sostituendosi al lavoro manuale di pulizia.
Fortunatamente l’incendio, che si è sviluppato nel tardo pomeriggio, non ha provocato danni rilevanti, a parte quelli all’impianto di irrigazione.
Se le fiamme fossero partite dal lato opposto del Parco, l’entità dell’incendio sarebbe stata sicuramente più rilevante.
Non essendoci a Favara una programmazione preventiva, puntuale e mirata della gestione del verde pubblico, il rischio incendi alle sterpaglie, con l'arrivo dell’Estate, è altissimo.
Il Parco di Giufà e i Paladinj è molto frequentato sia di giorno che di notte.
La sera, a causa del mancato funzionamento dell’impianto di illuminazione, in diversi lo frequentano anche per altre attività.
Proprio per oggi, la nostra redazione, aveva in programma di dedicare un servizio giornalistico sul degrado del Parco di Viale Che Guevara.
Ma le fiamme, questa volta, hanno anticipato pure noi.
Per far comprendere meglio a chi non è di Favara lo spirito di rassegnazione dei suoi abitanti, vi raccontiamo un episodio verificatosi proprio ieri pomeriggio.
Mentre da un lato del parco il fuoco avanzava e il fumo si elevava al cielo, dall’altro le persone continuavano tranquillamente a passeggiare e fare footing, respirando tra l'altro anche la diossina sprigionata dall'incendio di alcuni materiali plastici presenti.
Alla vista del nostro operatore, in molti, stupiti dalla sua presenza, hanno chiesto che cosa fosse successo.
Il Parco di Giufà, luogo di aggregazione con vista mare, è letteralmente invaso da vegetazione spontanea e sporcizia.
Perché l'assessore alle ville e giardini e il Sindaco non adottano, con anticipo, i dovuti provvedimenti al fine di evitare questi annuali episodi?
Perché il cittadino favarese, che paga le tasse nel proprio comune, deve vivere in una città sporca?.
Perché quando rientra a casa da un comune vicino, deve sentirsi in dovere di raccontare a tutti di aver visto un marciapiede pulito?
All'assessore Milioti e al sindaco Manganella le dovute risposte.
E intanto, dopo l'episodio di ieri, in diversi chiedono le dimissioni dell'Assessore Comunale alle ville e giardini Giuseppe Milioti.
A scrivere sui maggiori social network, dove pare si sia spostata la discussione politica, sono ex amministratori comunali.
Per Michele Montalbano, attuale portavoce del Ncd di Favara, sarebbe opportuno un gesto nobile da parte di Milioti, ovvero quello di annunciare le sue dimissioni.
"Le sue denunce non hanno sortito nessun miglioramento nei servizi offerti alla città –dice Montalbano-. Sono pronto a incontrare pubblicamente l'assessore Milioti per confrontare la mia idea di pubblica amministrazione rispetto al suo operato che oramai tutti ritengono deficitario".
"Nel mese di Marzo – scrive invece l'ex assessore Lillo Attardo – durante una discussione in rete con l'assessore Milioti, pur apprezzando le sue denunce in merito all'esiguo numero di giardinieri, gli avevo ricordato che il Comune ha pochi operatori addetti al giardinaggio, non da ora ma da decenni.
Nonostante ciò –scrive Attardo- gli dissi che, conoscendo la loro volontà e la loro professionalità, con una semplice programmazione calendarizzata si poteva ottenere un risultato discreto per il verde pubblico evitando gli incendi nelle ville comunali.
Alla luce di quanto successo ieri –scrive l'ex assessore-, visto il fallimento delle sue denunce e quindi il manifestarsi della sua incapacità nel gestire la sicurezza di tanti cittadini, condivido con Michele Montalbano che le dimissioni siano il minimo che un uomo di dignità, qual' è Milioti, debba fare, anche per dare un segnale forte alla sua amministrazione che sicuramente lo ha lasciato solo in questa delicata situazione".
Non ci sta a passare quale assessore comunale nullafacente e chiede la rimozione del proprio Dirigente.
Parliamo dell'assessore Comunale al verde pubblico, ville e giardini Giuseppe Milioti che stamattina ha protocollato al Comune una nota con la quale chiede al sindaco e al segretario generale di sollevare dall'incarico il Dirigente Francesco Criscenzo.
Nella missiva Milioti parla di aver "più volte sollecitato il Dirigente preposto al fine di risolvere i dannosi problemi del degrado urbano, delle ville e dei giardini del nostro paese.
Considerato che a oggi nulla delle suddette richieste è stato preso in considerazione –dice Milioti- chiedo di rimuove il Dirigente Criscenzo.
In più di una occasione –continua l'assessore Milioti- non sono state osservate le indicazioni fornite da questo assessorato e non sono stati conseguentemente ottenuti risultati attesi, con grave pregiudizio per l'immagine di questo assessorato e dell'intera nostra pubblica amministrazione".
Ecco venire fuori altre denunce dell'assessore Milioti.
Adesso sarà compito del sindaco e del Segretario comunale venire a capo di questa situazione.
Naturalmente vista l'esposizione di Milioti, riteniamo che qualora la sua istanza non venga accolta, lo stesso faccia un passo indietro, rimettendo nella mani del sindaco il proprio mandato.
Sono stati messi in sicurezza i giochi per bambini del parco comunale dei Lidi a Porto Empedocle.
Sono stati sistemati gli scivoli che erano rimasti danneggiati dall’opera di vandali e sostituiti con dei nuovi.
Inoltre sotto gli scivoli è stato collocato il tappeto antitrauma per la sicurezza dei bambini.
Ora il parco giochi comunale, rimesso in sicurezza, è pronto per ospitare il divertimento dei bambini che d’estate affollano i lidi.
La Magistratura contabile ha nuovamente posto dei rilievi sui Conti del Comune di Favara.
Dopo le correzioni chieste all’Ente per i bilanci del triennio 2009, 2010 e 2011, la Corte dei Conti vuole vederci chiaro anche per quello del 2012.
Una situazione che, qualora non soddisfino le richieste di correzione, potrebbe portare verso un fallimento dell’Ente.
Uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale del sindaco di Favara era stata la lotta all’evasione dei tributi locali.
Fermi restando ai rilievi mossi dalla Corte dei Conti, dal Comune, in questo ambito, non si sarebbe fatto abbastanza.
Una situazione economica davvero difficile, soprattutto per i centinaia di dipendenti, molti dei quali, nella scongiurata ipostesi di dissesto finanziario, perderebbero il loro posto di lavoro.
Secondo l’Anci, in Sicilia, i Comuni che rischiano il fallimento sono 300 su 390 e viste le criticità contabili rilevate al Comune di Favara, l’allarme dissesto è più che giustificato.
Chiuso il periodo d’oro del grande boom edilizio, a Favara la maggiore azienda presente sul territorio è proprio il Comune.
L’Amministrazione deve quindi impegnarsi per portare all’impresa dei profitti.
Guadagni che, trattandosi di azienda pubblica, gioverebbero a tutti gli “azionisti”, ovvero i contribuenti.
Azioni di contrasto all’abusivismo commerciale, all’evasione tributaria e alla sosta selvaggia ad esempio, sarebbero provvedimenti che porterebbero giovamento alle casse comunali e legalità sul territorio.
Il taglio degli affitti per gli immobili destinati a uffici pubblici sarebbe poi una manna dal cielo.
Provvedimenti questi che dovrebbero essere adottati prima che sia troppo tardi.
Compito dei contabili del Comune è quello di far quadrare i conti, ai politici invece il dovere di produrre gli atti necessari.
Alle due categorie speriamo non manchi l’ingegno.
La speranza è quella che si possa realmente salvare la sorte dell'Ente.
Il primo cittadino di Favara per il rilancio amministrativo della città si dice pronto ad azzerare e ricominciare, questa volta con il coinvolgimento diretto in giunta di “espressioni di tutto il Consiglio Comunale, della politica, della società civile, dell'associazionismo, della chiesa, di donne e uomini – dice Manganella - di grande esperienza e spiccata qualità morale, in grado di trainare il paese fino alla scadenza naturale di questo mandato amministrativo”.
Appelli a “trainare il paese” che giungono a due anni dalle prossime elezioni amministrative e all’indomani dei nuovi rilievi della Magistratura Contabile sui conti del Comune di Favara.
"Lo scontro tra una parte dei consiglieri dell'opposizione e il sindaco –ammette Manganella- ha, in parte, impedito di affrontare i problemi veri della città, dando spazio ad argomenti e a prese di posizioni che i cittadini non hanno certo gradito".
Manganella chiede espressamente agli onorevoli Moscatt e Bosco di essere parte attiva in quella che lo stesso sindaco definisce “Ventata di Primavera”.
"L'esperienza di questi ultimi anni, -scrive Manganella- ci insegna che solo con la concordia è possibile risalire la china.
Basta solo trovare i punti strategici necessari al rilancio dell'azione amministrativa, non molti punti, ma solo 4-5 da individuare collegialmente, tenendo conto delle priorità e delle emergenze, partendo dal risanamento finanziario dell'ente, duramente provato per i tanti debiti contratti da precedenti gestioni amministrative ed ereditati da questa consiliatura".
Tra le righe si potrebbe leggere un'ammissione di gestione fallimentare della sua amministrazione.
Nella cruda realtà dei fatti, quale parte politica è pronta, adesso, ad assumersi la responsabilità di entrare in un governo cittadino chiamato solo per “trainare” il paese fino a nuove elezioni?
Il sindaco nella sua nota, invita più volte gli eletti della città di Favara a lavorare nell'esclusivo interesse della popolazione.
Che cosa si cela tra le dichiarazioni di Manganella?
Intanto i cittadini di Favara convivono con problemi e disservizi e restano in attesa di conoscere gli esiti del “Patto di Fine Mandato”…anche se, probabilmente, l’auspicio di molti è quello di ritornare subito alle urne.
I Carabinieri della Compagnia di Licata indagano su un incendio che ha distrutto il camion di una ditta che opera nel settore del riciclaggio di materie plastiche.
Il mezzo era custodito nel deposito dell’azienda, ubicata lungo la S.S. 115 in una zona compresa tra i territori dei Comuni di Palma di Montechiaro e Licata.
A lanciare l’allarme sono stati alcuni dipendenti.
Il titolare di una ditta di Villaggio Mosè, specializzata nel commercio del caffè, ha denunciato ai Carabinieri della locale stazione di aver subito un furto di merce.
Secondo quanto esposto ai militari, ignoti malviventi, dopo aver forzato l’ingresso dell’azienda, hanno portato via merce di natura varia, per un valore complessivo di circa 30 mila euro.
Sull’episodio indagini sono in corso.
Continua al Tribunale di Agrigento l’istruttoria relativa alla truffa ai danni di una compagnia assicurativa, che vede coinvolti l’avvocato e Sindaco di Licata, al momento sospeso, Angelo Balsamo e Mary Ann Casaccio, Francesca Bonsignore e Carmelo Malfitano.
A chiusura dell’incidente probatorio il PM, Salvatore Vella, ha chiesto il rinvio a giudizio di tutti gli imputati.
La decisione del Gup Ottavio Mosti è attesa per il prossimo 9 Luglio.
Balsamo, Malfitano e Bonsignore hanno optato per il processo ordinario, mentre la signora Casaccio ha scelto il patteggiamento della pena.
Per la rapina della gioielleria di Langhinaro, in provincia di Parma, oltre a Valentina Lo Manto di Canicattì sono stati arrestati anche il siciliano Franco Liuzza di 42 anni, abitante a Parma, e l'albanese Voka Alban di 26 anni, residente a Canicattì.
I tre sono accusati di aver rapinato, lo scorso 2 maggio, la gioielleria “Montelupo”, razziando gioielli e valori, armi alla mano, dopo aver immobilizzato sia la proprietaria dell’attività commerciale che un altro soggetto entrato nella gioielleria.
L'accusa per loro è di concorso in rapina aggravata, sequestro di persona e porto e detenzione illegali di arma da sparo.
Liuzza è accusato anche di evasione.
Le indagini sono state coordinate dai Carabinieri del Nucleo Investigativo e della Compagnia di Parma, collaborati dai colleghi del Comando della Compagnia di Canicattì.
Telefonate, sms, minacce di ogni tipo, persino la visita nel luogo di lavoro per accusarla, ingiustamente, di essere l’amante del marito.
Una donna ragusana di 53 anni è stata denunciata a piede libero dai Carabinieri per “atti persecutori” nei confronti di una donna vittoriese di 30 anni.
A dire della 53enne, la 30enne avrebbe intrattenuto una relazione clandestina con il proprio marito.
Una vera e propria interferenza nella vita privata della donna che riceveva sia delle telefonate mute, sia alcune ingiuriose, ma anche sms con vere e proprie minacce.
Alla fine, stanca, ha denunciato tutto ai Carabinieri.
I militari, dopo aver informato la magistratura, hanno notificato la misura cautelare del divieto di avvicinarsi ai luoghi di abitazione e a quelli di lavoro della vittima, obbligandola a mantenersi distante nel raggio di trecento metri, con il divieto ulteriore di comunicare con la stessa con qualunque mezzo, anche telematico, e con diverse identità.
"Come intende il Governo Regionale affrontare la questione del termalismo a Sciacca tenuto conto che rappresenta da sempre un’inestimabile risorsa naturale ed economica per tutto il comprensorio?".
È questo l’interrogativo che il Presidente del Gruppo Parlamentare Udc all’Ars, Lillo Firetto, ha posto al Presidente della Regione in un’interrogazione in cui pone in evidenza come "la società, in grave crisi e posta in liquidazione, rischi, secondo una relazione del Liquidatore, lo stato di insolvenza con conseguente dismissione del patrimonio immobiliare per il pagamento dei debiti".
Nell’interrogazione Lillo Firetto chiede al Governo che siano adottate tutte le necessarie iniziative, nell’ambito delle proprie competenze, volte ad individuare le cause dei ritardi nel processo di privatizzazione avviato infruttuosamente ormai da tempo a salvaguardia del patrimonio e dei posti di lavoro.
Proseguono a pieno ritmo gli arrivi crocieristici a Porto Empedocle che quest’anno si conferma tra le mete preferite da migliaia di turisti.
Lascia gli ormeggi questo pomeriggio la nave crociera “Variety Voyager”, con a bordo 55 turisti del Regno Unito in crociera nel Mediterraneo, che ha effettuato l’over night nello scalo empedoclino.
Contemporaneamente, alla banchina è ormeggiato il veliero francese “Le Ponent”, che ospita a bordo 65 crocieristi di diverse nazionalità.
Nella maggior parte dei casi questi ultimi, subito dopo lo sbarco a Porto Empedocle, hanno optato per una giornata di relax sui campi da golf del “Verdura Resort Roccoforte”.
“Le Ponent” riprenderà il largo alle 18.00, ma nelle prossime settimane effettuerà altri due scali, il 26 giugno e il 3 luglio.
Su iniziativa del Movimento “Servire Ravanusa” si svolgerà da domani e sino al 22 Giugno la “Prima FieraFest del Monte Saraceno”.
L’evento ha lo scopo di promuovere il sito archeologico del Monte Saraceno e allo stesso tempo i prodotti tipici del nostro territorio.
L'inizio è previsto per domani sera, alle ore 20.30, con una tavola rotonda presso la Biblioteca dal tema “L’importanza del Monte Saraceno”.
L’evento verrà inaugurato sabato alle 10.30 e, a seguire, ci sarà alle ore 11.00 Sangria di benvenuto e apertura stand a tema Artigianato – Agricoltura – Enogastronomia.
Durante la giornata diversi altri eventi sono stati programmati.
“Prima FieraFest del Monte Saraceno” si chiuderà la sera intorno alle 21.00.
Saggio di fine anno domenica prossima alle ore 20:00 al Teatro Pirandello di Agrigento della locale Scuola di Danza Imera.
Sul palco le allieve dirette da Simona Attanasio.
Presentatori della serata il duo Simona Li Causi e Cristian Lo Zito.
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