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FAVARA – Storia, arte, tradizioni
LA MINIERA CIAVOLOTTA E LE "ZUBBIE"
FESTA DI SAN GIUSEPPE: PROCESSIONI E “MINESTRATE”
PRESEPI ARTISTICI CON NOVENE NATALIZIE
CURIOSITA' (a cura dell'Arch. Carmelo Antinoro)
Ad appena 8 km dalla Valle dei Templi di Agrigento e 4 dal Mediterraneo, ad un’altitudine di 330 metri e adagiata su un dolce declivio a ridosso di un sistema collinare a tre punte, sorge Favara, città di 33.000 abitanti.
La prima testimonianza umana si ha grazie ad alcuni ritrovamenti di ceramica, in una grotta di contrada Ticchiara, risalenti al periodo 2400-1900 a.C. Il territorio fu interessato dalla dominazione greca (VI – III sec. a.C.), con la presenza a Caltafaraci di una città fortificata con valore strategico-militare. Il periodo di dominazione musulmana è testimoniato dall’insediamento di Contrada Saraceno: è di matrice araba l’origine del toponimo favara, da Rehal Fewar, che significa “Casale con acque scaturenti”. La città si sviluppò in seguito attorno al Castello costruito sopra uno sperone di roccia. I Chiaramonte e, successivamente, altre nobili famiglie, (tra queste i Moncada, i Parapertusa e i De Marinis) determinano la definitiva trasformazione di Favara da borgo agricolo a vera e propria cittadina.
Piazza Cavour, già Piazza Castello, dalla forma rettangolare, contornata da palazzi signorili, chiese e botteghe, raggiunge già alla fine del 1500 la sua peculiare conformazione.
Di pregevole interesse urbanistico, per ampiezza e scenografia, è una delle piazze più interessanti della Sicilia.
Sulla piazza si affacciano, tra gli altri, il Palazzo Fanara, della seconda metà dell’800 dal quale si possono ammirare il neoclassico portale d’ingresso, l’ampia corte interna e l’articolata scala che porta ai piani superiori.
Frontalmente a questo, sul lato nord della piazza, emergono i Palazzi Mendola; a sinistra è presente il più vecchio dei due, la cui facciata è decorata in stile neoclassico, mentre accanto si trova il Palazzo del Municipio (in fase di restauro) dalle numerose sale con volte affrescate.
Posta all’angolo nord-est della piazza, troviamo la Chiesa del SS. Rosario, costruita tra il 1705-1711. Si presenta con l’interno di notevole valore artistico per il soffitto a cassettoni (in stile cinquecentesco) con Santi dipinti e sontuosi stucchi in stile barocco.
All’interno si ammira il primitivo pavimento in maiolica.
E’ ancora quella che conserva in buono stato pregiate tele e statue. I lavori di restauro, effettuati nel 1996, hanno messo in luce la cripta della chiesa, che conserva ancora i resti di molti defunti. E’ stata dichiarata monumento nazionale.
Tra le chiese, quella più monumentale è senza dubbio la Chiesa Madre, risalente all’ultimo decennio dell’800; fa registrare dal piano stradale alla sommità della cupola ben 56 metri di altezza. Rifacendosi allo stile lombardo-rinascimentale, la chiesa presenta una facciata con pietra di Siracusa su basamento calcareo di Billiemi, con mosaici introdotti successivamente ad opera di artisti toscani. L’interno è diviso in tre navate ed è ricco di affreschi.
La Chiesa della Madonna del Carmine, in piazza Garibaldi, si caratterizza per l’interessante facciata in pietra di ispirazione tardo barocca e il campanile di epoca settecentesca.
Ubicato nell’angolo nord-est di piazza Cavour, il palazzo a forma quadrata con lati di 31 metri circa, fu edificato intorno al 1270, come dimora di caccia di Federico II.
Dal lato sud, attraverso il grande portale d’ingresso ogivale, si accede ad un androne davanti al quale si apre una spaziosa corte centrale sulla quale si affacciano ai due piani portali e finestre. Le stanza del piano terra presentano delle volte a botte e monofore a feritoia. Salendo un’ampia scala posta sul lato occidentale della corte si arriva al piano residenziale servito da un ballatoio dal quale si scorge il bellissimo portale d’ingresso della cappella, che con la sua parte absidale e la sua copertura a cupola è senza dubbio l’elemento architettonicamente più rilevante dell’intero complesso. E’ sede di rappresentanza del Comune ed ospita eventi culturali e manifestazioni anche a carattere nazionale. E’ visitabile ogni giorno dalle ore 9,00 alle 20,00 e la domenica dalle ore 9,00 alle ore 13,00 (tel 0922.438.192). Gratuiti l’ingresso e il servizio guida.
Calatafaraci è una montagna di 533 m d’altitudine, dalle pareti molto scoscese, nelle immediate adiacenze a nord-ovest dell’aggregato urbano di Favara. Si presenta ricchissima di testimonianze archeologiche che vanno dalla prima età del bronzo (1990-1450 a.C. circa) fino al XIII sec., e costituisce una delle più interessanti aree di tutto l’Agrigentino.
In questa contrada, vi sono testimonianze di una Villa Romana databile tra la fine del I sec. e gli inizi del II sec. d.C. e di un casale medievale del periodo Svevo (prima metà del XIII sec.).
La Contrada San Benedetto, confina a ovest con il territorio di Agrigento, morfologicamente è una modesta collina di 357 m d’altitudine. Le prime testimonianze umane sono fornite da numerose tombe a grotticella artificiale o a forno, della prima età del bronzo (1900 – 1450 a.C. circa).
La presenza umana nella zona è attestata anche nel basso medioevo. Inoltre nella contrada S. Benedetto esiste una grandiosa costruzione, la vecchia masseria appartenuta nei primi decenni dell’800 a Stefano Cafisi (1773 – 1833); la tradizione lo considera un edificio militare del periodo Angioino, in seguito trasformato in convento.
La contrada è oggi piacevolmente visitabile per mezzo di passeggiate a cavallo, grazie al maneggio “Centro Ippico San Benedetto”.
La contrada Stefano è un’area pineggiante negli immediati dintorni a est di Favara. La contrada è interessante perché presenta testimonianze di vita nella prima età del bronzo, e dal periodo romano-bizantino a quello Normanno; vi risulta, inoltre, presente una grande necropoli paleocristiana, con più di cento tombe scavate nella roccia.
Nella Grotta della Ticchiara di Favara, inserita nell’omonima contrada, sono stati rinvenuti un centinaio di vasi dipinti nello stile di Castelluccio, che ne fanno uno dei depositi più ricchi e rappresentativi. I vasi sono custoditi al Museo Archeologico Regionale di Agrigento.
E’ il tipico dolce locale la cui ricetta si tramanda da secoli. E’ composto da pasta reale realizzata con mandorla tritata infarcita nella parte centrale con pistacchio. Il tutto è reso dolce da una quantità di zucchero adeguata. Intorno all’agnello pasquale, oltre ad una tipologia sacra, si concentrano i motivi di una vera e propria arte popolare fatta di colori vivaci che colpiscono gradualmente l’occhio prima del palato. Altre specialità che si affratellano all’Agnello Pasquale sono: la cassata, i pupi di zucchero e la frutta marturana.
Recentemente Favara è stata denominata “Città dell’Agnello Pasquale”, candidandosi al Guinness dei Primati per aver realizzato un esemplare del dolce dalle eccezionali misure: peso 202 kg., lunghezza cm. 160 e altezza cm. 90. Ogni anno il Comune e la Pro Loco “Castello” organizzano, in concomitanza con la Settimana Santa, la “Sagra dell’agnello Pasquale”, valorizzando e promuovendo l’attività artigianale della pasticceria locale.
LA MINIERA CIAVOLOTTA E LE "ZUBBIE"
Si trova sulla S.S. 115 a soli 2 km. dal Villaggio Mosè, villaggio costruito nel 1952 per ospitare gli zolfatari ed oggi centro commerciale, sede di importanti strutture alberghiere, di ristorazione e congressuali.
La Ciavolotta è una miniera unica al mondo per l’eccezionale formazione geologica delle “zubbie”, caratteristiche formazioni che si trovano nel gesso e circondate da zolfo. La miniera attualmente è interessata da un intervento di conversione in parco minerario per una fruizione turistico-museale e scientifica.
FESTA DI SAN GIUSEPPE: PROCESSIONI E “MINESTRATE”
Oltre al 19 marzo, San Giuseppe viene festeggiato con un ricco programma tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, per permettere la partecipazione alla festa alle migliaia di emigrati rientrati in città per il periodo di ferie. La devozione al patriarca è sentita e si tramanda da generazioni. Caratteristica è la preparazione delle “tavolate” con un pranzo in onore del santo e offerto a gente bisognosa. I momenti più popolari della festa sono costituiti dalla preparazione, in tutti i quartieri, della “minestra di San Giuseppe”, cucinata con legumi e vari tipi di pasta per ringraziare il Santo per le particolari protezioni riservate. Migliaia di fedeli partecipano alle funzioni religiose e alla processione del simulacro, custodito nella Chiesa del Rosario.
PRESEPI ARTISTICI CON NOVENE NATALIZIE
Durante il periodo natalizio numerosi presepi artistici vengono allestiti nei vari quartieri e Chiese.
Fino alla vigilia di Natale, novene natalizie eseguite da zampognari, suonatori di chitarra e cantanti di nenie dialettali, contribuiscono a rendere suggestiva l’attesa della Natività.
In piazza Cavour si trova la biblioteca comunale, ospitata in una bellissima sala neoclassica con loggiato su esili colonne e volta rinfrescata. Ha in dotazione oltre 20.000 volumi.
Il Museo, al piano secondo, presenta una pregevole collezione di uccelli imbalsamati e una sezione dedicata ai minerali. E’ visitabile dal lunedì al sabato mattina (tel. 0922.34.233).
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In auto: |
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Da Palermo (km. 130) – SS 189 Palermo – Agrigento. |
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Da Catania (km. 150) – Autostrada Ct – Pa – Uscita Caltanissetta |
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SS 640 Caltanissetta – Porto Empedocle |
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In treno: |
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Stazione Ferroviaria – Agrigento Centrale (km. 8) FF.SS. Informa.......................................................................................... |
tel. 848.88.80.88 |
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In autobus: |
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Da Palermo: Autoservizi Cuffaro – Via Balsamo (stazione centrale)................................. |
tel. 091.61.61.510 |
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Da Agrigento: Autoservizi S.A.I.S. – Piazzale Rosselli....................................................... |
tel. 0922.59.59.33 |
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Polizia Municipale............................................................................................ |
tel. 0922.32132 |
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Carabinieri...................................................................................................... |
tel. 0922.31.111 |
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Guardia Medica.............................................................................................. |
tel. 0922. 32.281 |
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Pronto Soccorso - Ospedale Agrigento........................................................... |
tel. 0922.49.24.85 |
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Ufficio Comunale Turismo e Beni Culturali....................................................... |
tel. 0922.438.192 |
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Biblioteca-Museo "A. Mendola"...................................................................... |
tel. 0922.34.233 |
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Pro-Loco....................................................................................................... |
tel. 0922.415.053 |
CURIOSITA' a cura dell'Arch. Carmelo Antinoro
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